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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

Correvo pensando ad Anna. Una storia degli anni 70

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RECENSIONE di Nicola Abatangelo al libro di Pasquale Abatangelo Correvo pensando ad Anna Una storia degli anni settanta                                                                                           La storia è il risultato dell'azione delle condizioni sociali                                                                                                                     sull'uomo e dell'azione dell'uomo sulle condizioni sociali                                                                                                                                                                                        Ka rl Marx e Friedrich Engels                                                                                                                       Su Ĺ'Ideologia Tedesca       Il libro "Correvo pensando ad Anna" di Pasquale, ripercorrendo l'intero arco personale della sua vita in stretta connessione dialettica con gli anni '70 è, allo stesso tempo, un libro autobiografico e un testo di Storia Collettiva di quegli anni.  Storia collettiva narrata da lui stesso, in prima...
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Roma, 15 novembre presidio per Nuriye e Semih, Ambasciata turca

Roma, 15 novembre presidio per Nuriye e Semih, Ambasciata turca
PER LA DIFESA DEI DITTI UMANI E LA LIBERTA' DI ESPRESSIONE. PER LA FINE DELLO STATO DI EMERGENZA IN TURCHIA. Mercoledì 15 novembre alle ore 17 a Roma, presidio davanti all'ambasciata della Turchia, in via Palestro, angolo via San Martino della battaglia. La loro lotta è la lotta di tutti noi!
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Repressione in Turchia

Repressione in Turchia
 “Non stiamo scrivendo sulla sabbia ma nella STORIA” Pubblichiamo l'intervista tradotta dal francese a Veli Saçılık apparsa su Kedistan ( http://www.kedistan.net/…/turquie-convergence-luttes-socia…/ ) all’indomani della liberazione di Semih e pubblicata in originale il 21 ottobre 2017 su Gazete Duvar in turco. Veli, sociologo, è diventato uno dei simboli della Resistenza di Strada Yuksel ad Ankara in appoggio a Semih e Nuriye dopo essere stato a sua volta purgato da Erdogan dall’insegnamento nei licenziamenti massicci nel post 15 luglio e l’instaurazione dello stato di emergenza. Innumerevoli le volte in cui Veli è stato tradotto in stato di fermo e torturato, pestato e...
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27 ottobre sciopero!

27 ottobre sciopero!
IL 27 OTTOBRE I SINDACATI DI BASE SGB, CUB, SICOBAS, SLAICOBAS E USI-AIT HANNO DICHIARATO LO SCIOPERO GENERALE. Perché partecipare e sostenere il 27 ottobre? La piattaforma di convocazione dello sciopero è a nostro avviso quella giusta. Guarda ai problemi reali come il potere di acquisto e di contrattazione, alla difesa dei salari. Ai giovani che per trovare lavoro hanno bisogno anche di una legge sulla previdenza che non costringa a rimanere il servizio fino a 70 anni, magari con lo spettro di una pensione da fame. Ma il problema non è convocare lo sciopero generale, bensì quello di farlo riuscire, di praticarlo nei...
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La fortezza Europa contro gli ultimi del mondo

La fortezza Europa contro gli ultimi del mondo
“Quello che succede ogni giorno non trovatelo normale. Di nulla sia detto: “è naturale” in questi tempi di sanguinoso smarrimento, ordinato disordine, pianificato arbitrio, disumana umanità, così che nulla valga come cosa immutabile” L’eccezione e la regola (Bertolt Brecht). Non occorrono particolari doti da indovini per prevedere che l’agenda politica e il discorso pubblico dei prossimi mesi continuerà a essere occupato dalla “questione migranti”. Lo spettacolo violento, che è andato in scena ultimamente sotto forma di colpevolizzazione del migrante, è troppo redditizio per tutte le forze politiche, per non pensare di continuare a specularci sopra. I ceti politici, coadiuvati dal...
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Sull'antifascismo

Sull'antifascismo
Il partigiano Ambrogio Confalonieri, nome di battaglia "Il Biondo":  era un operaio tornitore, nacque l'11 luglio 1915; nel 1943 andò a combattere in montagna unendosi, il 15 ottobre, alla 40esima  Brigata Matteotti. La notte del 2 giugno 1944, Confalonieri era con un gruppo di partigiani scesi da Biandino per attaccare il presidio fascista di Ballabio. Durante lo scontro, i fascisti lo colpirono al petto con una raffica di mitra e, per disprezzo, lasciarono il suo corpo esposto per lungo tempo al pubblico, quale monito per tutti. Poi lo seppellirono tra i rovi sotto pochi centimetri di terra. Ho iniziato l'articolo...
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3 luglio 69, Fiat: la lotta continua!

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La giornata del 3 luglio non è un episodio isolato o un'esplosione incontrollata di rivolta. Essa viene dopo cinquanta giorni di lotta che ha coinvolto un numero enorme di operai, ha bloccato completamente il ciclo produttivo, ha segnato il punto più alto di autonomia politica e organizzativa finora raggiunto dalle lotte operaie distruggendo ogni capacità di controllo sindacale. Espulsi totalmente dalla lotta operaia, i sindacati hanno tentato di deviarla dalla fabbrica verso l'esterno, e di riconquistarne il controllo, proclamando uno sciopero generale di 24 ore per il blocco degli affitti. Ma ancora una volta l'iniziativa operaia ha avuto il sopravvento....
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Muri, dannati della terra e urgenza del conflitto

Muri, dannati della terra e urgenza del conflitto
All’indomani dell’abbattimento del muro di Berlino, il “Muro” per eccellenza, veniva annunciata l’apertura di un’epoca di pieno dispiegamento delle libertà. Quel muro che divideva Berlino aveva anche il valore simbolico di separare il “bene” dal “male”. Era visibile, rassicurante. Al di qua del muro stava la “civiltà”, al di là del muro stava la “barbarie”. Non è stato “l’ultimo muro” come si declamava con una sola voce, anzi non ne sono mai stati innalzati tanti come dopo l’89. Il 2016 sarà ricordato come l’anno dei muri e delle recinzioni. Muri che non nascono certo negli anni più recenti. Sarebbe troppo...
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La lotta contro il capitale è mondiale

La lotta contro il capitale è mondiale
Ecco, quando mollerete gli ormeggi da questo angusto orizzonte fatto da individualità "patriottiche" che segmentano e scelgono i popoli a cui accompagnarsi, forse e dico forse, ci potremo rincontrare. Fino ad allora meglio questi compagni di strada. – Quando Trump parla di recuperare le frontiere degli Stati Uniti, dice che è quella col Messico, ma lo sguardo del finquero punta al territorio Mapuche. La lotta dei popoli originari non può né deve limitarsi al Messico, deve alzare lo sguardo, l’ascolto e la parola ed includere tutto il continente, dall’Alaska fino alla Terra del Fuoco. – Quando per voce del Subcomandante...
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I muri sopra, le crepe in basso (e a sinistra)

I muri sopra, le crepe in basso (e a sinistra)
Febbraio 2017 La tormenta sul nostro cammino. Per noi, popoli originari zapatisti, la tormenta, la guerra, c’è da secoli. Arrivò nelle nostre terre con la menzogna della civilizzazione e della religione dominanti. Allora, la spada e la croce dissanguarono la nostra gente. Col passare del tempo, la spada si è modernizzata, e la croce è stata detronizzata dalla religione del capitale, ma si è continuato a chiedere il nostro sangue come offerta al nuovo dio: il denaro. Abbiamo resistito, abbiamo sempre resistito. Le nostre ribellioni sono state soppiantate dalla disputa di uni contro altri per il Potere. Alcuni ed altri,...
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Povertà è bello… ce lo dice Grillo!

Povertà è bello… ce lo dice Grillo!
Nei suoi auguri di fine anno il Grillo Qualunque, prende a prestito uno scritto di Goffredo Parise del 1974 contro il consumismo per indicare agli italiani un modello di vita nei tempi di crisi del capitalismo. Si tratta della ridistribuzione della ricchezza socialmente prodotta, penserà forse qualcuno? Il conflitto sociale per riprenderci quanto ci viene quotidianamente estorto, ipotizzerà qualche “antagonista per Grillo”? No, nulla di tutto questo. Il testo dello scrittore che titola “Il rimedio è la povertà”, è un breve scritto in cui Parise (scrittore e giornalista del Corriere) critica il consumismo in questi termini: “Povertà non è miseria,...
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Timoniere di due rivoluzioni

Timoniere di due rivoluzioni
Timoniere di due rivoluzioni Raúl Zibechi Come le precedenti, la rivoluzione cubana ha avuto nei suoi momenti iniziali di euforia una forte vocazione utopica, per atterrare in un crudo realismo quando si sono accumulate le difficoltà. Ma lo spirito ribelle è rinato quando il collasso economico provocato dalla caduta dell’URSS ha minacciato di abbatterla. In ambedue i momenti, Fidel ne è stato alla guida. La rivoluzione cubana è stata quella che ha lasciato la maggiore impronta in America Latina, un continente abituato alle rivoluzioni. Né la prima rivoluzione nera trionfante nel mondo, quella haitiana del 1804, né le decapitate rivolte...
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Note sul voto americano -- prima parte

Note sul voto americano -- prima parte
Partiamo dai dati. Qualsiasi valutazione di un fenomeno sociale deve basarsi su una presa d’atto delle dinamiche reali se vuole sfuggire alla prevalenza della componente emotiva e soggettivista oggi largamente dominante. Pur nella consapevolezza che il fenomeno sociale non è mai un evento assimilabile alla sfera fisico-naturale. Uno sguardo sui dati delle elezioni Usa ci consegna una realtà che, quantitativamente, non è quello stravolgimento rappresentato della gran parte dei media. La netta vittoria di Trump si misura nel numero dei “grandi elettori” che sono il risultato di un sistema elettorale che sovradimensiona il voto delle campagne e dei piccoli stati....
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Solidarietà agli operai licenziati da fiat Pomigliano. I loro diritti sono diritti di tutti i lavoratori!

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Dopo la chiusura per 6 mesi dello stabilimento di Pomigliano, nel 2007, la direzione Fiat istituisce un centro logistico a Nola. Qui, in linea con la tradizione del Gruppo dei “reparti confino”, esilia 316 lavoratori, scelti in gran parte fra gli operai più attivi sindacalmente. L’emarginazione, la cassa integrazione a zero ore, l’isolamento sono stati la causa principale di 3 suicidi e di diversi gesti di autolesionismo fra gli operai confinati a Nola. Il rapporto fra disperazione e suicidio e cassa integrazione ha trovato in passato una triste verifica con i 150 suicidi degli anni 80 fra i cassaintegrati Fiat....
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Il mio 20 luglio. Davide Rosci dal carcere di Teramo.

Il mio 20 luglio. Davide Rosci dal carcere di Teramo.
Il mio 20 luglio… con Rabbia e Amore. Lettera di Davide Rosci dal carcere di Teramo Avevo poco più di diciotto anni quel 20 luglio del 2001 e la politica non era tra i miei principali interessi. Si, mi consideravo un comunista ma di fatto non sapevo cosa significasse bene quella parola. Mio nonno con orgoglio diceva di esserlo e questo per me già bastava per considerarmi anche io un compagno; l’odio che avvertivo verso ogni fascismo faceva il resto. Ricordo il caldo asfissiante e tre amici fuori le sale dell’ “Esco-Bar” a contare i soldi per salire a Genova....
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Piazza Statuto, Torino, luglio 1962

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Non c'è dubbio che ogni evento rappresenta per così dire, il “foro d'uscita” di un processo che è avvenuto al di sotto della superficie della società attraverso progressive accumulazioni e, come quei fenomeni tettonici di crisi, come i grandi terremoti, a un certo punto emerge alla superficie in forma di evento. Cioè, non c'è dubbio che ogni evento rappresenta, per certi versi, la spia di processi invisibili accumulatisi nel tempo e poi bruscamente emersi alla superficie. […]   E tuttavia – in questo sta la problematicità del rapporto ­– gli eventi non sono strettamente riconducibili ai processi: pur esprimendo questi...
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3 luglio 1969. Fiat: la lotta continua

3 luglio 1969. Fiat: la lotta continua
(dal volantino dell'Assemblea studenti-operai del 5 luglio 1969) La giornata del 3 luglio non è un episodio isolato o un'esplosione incontrollata di rivolta. Essa viene dopo cinquanta giorni di lotta che ha coinvolto un numero enorme di operai, ha bloccato completamente il ciclo produttivo, ha segnato il punto più alto di autonomia politica e organizzativa finora raggiunto dalle lotte operaie distruggendo ogni capacità di controllo sindacale. Espulsi totalmente dalla lotta operaia, i sindacati hanno tentato di deviarla dalla fabbrica verso l'esterno, e di riconquistarne il controllo, proclamando uno sciopero generale di 24 ore per il blocco degli affitti. Ma ancora...
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Mai scrivere "noi". Appello per la libertà di ricerca e di pensiero

Mai scrivere "noi". Appello per la libertà di ricerca e di pensiero
Il 15 giugno 2016, il tribunale di Torino ha condannato Roberta, ex studentessa di antropologia di Ca’ Foscari, a 2 mesi di carcere con la condizionale per i contenuti della sua testi di laurea, conseguita nel 2014. Coinvolta insieme a lei in questo procedimento giudiziario era Franca, dottoranda dell’Università della Calabria, che come Roberta era in Valle per ragioni di ricerca, che compare con Roberta nei video e nelle foto analizzati dalla procura ma che a differenza di Roberta è stata assolta da tutti i capi d’imputazione. A differenza di Franca, Roberta è stata condannata a 2 mesi di reclusione...
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Repressione e lotta per la casa - Roma

Repressione e lotta per la casa - Roma
Socialmente pericolosi Conflitto, controllo e sorveglianza Roma – 6 giugno 2016   Nella mattinata di lunedì 6 giugno in un'aula del Tribunale di Roma due attivisti e militanti dei movimenti per il diritto all’abitare saranno giudicati per la loro pericolosità sociale su richiesta del questore della capitale, Nicolò D’Angelo. Il capo della questura romana chiede per entrambi l’aggravamento delle misure di controllo in quanto già raggiunti da un avviso orale, che a giudizio delle carte di via Genova viene continuamente disatteso e dileggiato. Quello del 6 giugno è solo il primo atto di un’aggressione che si profila ben più larga....
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Squadrismo e resistenza nelle periferie milanesi

Squadrismo e resistenza nelle periferie milanesi
La notte porta consiglio. Squadrismo e resistenza, le notti di Milano Sud. Capita che la notte sia più turbolenta del previsto nel profondo Sud milanese.  Capita che diversi fascisti, dopo aver preventivamente reciso la luce (come nei più truci assalti squadristi) assaltino uno spazio liberato, consapevoli della presenza all’interno di alcuni migranti, con l’intento di raggiungerli per farne un oggetto di frustrante violenza.  Capita che distruggano ogni cosa ci sia all’esterno e che solo il provvidenziale intervento di un compagno fermi quella fuga di gas indotta potenzialmente letale per gli occupanti.  Capita che dopo diversi tentativi di sfondamento, respinti dalla...
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