"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

ANCHE SENZA COTTARELLI IN ARRIVO LA SPENDING REVIEW

ANCHE SENZA COTTARELLI IN ARRIVO LA SPENDING REVIEW

Se qualcuno pensa che la spending review sia messa in soffitta per la mancata nomina di Cottarelli a Presidente del Consiglio, allora sarà bene che si ricreda.  Questione di giorni, anzi saremmo già in ritardo, per il Decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) che dovrebbe prevedere i primi tagli di spending review per i ministeri per poi inserire tutte le misure dentro la manovra di Bilancio autunnale.

E, a scanso di equivoci, il Quirinale non avrà nulla da eccepire davanti ai tagli, anzi se sollecitato a dovere dall'UE se ne farà carico direttamente. Forse a pensare male ci si indovina ma per capirlo non serve essere diabolici, siamo davanti a un Governo formato da forze che hanno più volte caldeggiato la spending review , magari con parole diversi ma concetti identici, ora si tratta di capire dove saranno indirizzati i cosiddetti risparmi di spesa ricordando che già il Governo Gentiloni aveva indicato  tagli per le amministrazioni centrali .

Questioni formali, prima del Def e di eventuali Dpcm, ma intanto le indicazioni della Ragioneria dello Stato sono ben chiare se parlano di taglio strutturale da 1 miliardo l’anno ai ministeri e stando al programma di Governo dei due partiti si ipotizzava almeno 30 miliardi di tagli. Ora si tratta di vedere se saranno tagliati i veri sprechi, i vitalizi, le pensioni d'oro, tassate le speculazioni finanziarie, ridotte le spese militari o se invece se la prenderanno con i lavoratori pubblici, il welfare e la sanità secondo i copioni usuali dei Governi a tutti noti.

Intanto la nomina di Moavero, docente alla Luiss di diritto comunitario e già membro del Governo Monti, rassicura i mercati ma non certo i lavoratori  e le lavoratrici (non che ci rassicurasse Savona ma almeno avevamo qualche idea in più).

Varato il Governo, resta l'incognita dei tagli, chi aveva pensato a un esecutivo di opposizione all'Ue della Troika, forse dovrebbe iniziare a fare i conti con l'allineamento alla politica Europea della Bce in materia di finanza, debito e lavoro e, perché no, scuola e università.

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ENIGMA FORNERO: ABBASSERANNO L'ETA' PENSIONABILE?

ENIGMA FORNERO: ABBASSERANNO L'ETA' PENSIONABILE?

La spesa per le pensioni dovrà essere adeguatamente coperta se andremo verso una pur piccola revisione della Legge Fornero che ormai M5S-Lega non intendono cancellare. Ma a quanto ammonta la spesa? E perché industriali, Troika e Pd tuonano contro ogni cambiamento per anticipare, pur di poco lo ripetiamo, l'età pensionabile?

Ammonterebbero a circa 5 miliardi i soldi necessari per applicare la quota 100 (ma 64 anni di età minima) o 41 anni e 5 mesi senza limiti di età. Ma forse di maggiore rilevanza è la cosiddetta opzione donna per consentire a 58 anni e 35 di contributi l'uscita dal lavoro. All'ordine del giorno poi la  “pensione di cittadinanza” che altro non è se non portare a 780 euro mensili le pensioni più basse.

Agli occhi dell'opinione pubblica, qualora i provvedimenti dovessero essere adottati,  Lega e  5Stelle apparirebbero come i soli ad avere messo in discussione l'innalzamento dell'età pensionabile, chi allora continua a parlare astrattamente di “sinistra” come baluardo in difesa dei lavoratori dovrebbe prima rispondere ad una semplice domanda: perché il Pd, ammesso e non concesso che sia una forza di sinistra e noi sappiamo bene che non lo è, ha saputo solo accogliere le istanze dei padroni? 

In queste elezioni comunali abbiamo sentito molti dire che bisogna bloccare l'avanzata barbarica delle destre, ma agli occhi del cittadino medio questa orda di barbari rappresenta un'alternativa migliore al liberismo del Pd. Diciamocelo senza cadere in categorie astratte e luoghi comuni dell'oligarchia intellettuale che sostiene il Pd e la rinascita di quell'Ulivo che ricordiamo introdusse non la riduzione dell'orario di lavoro ma il lavoro interinale.

Detto ciò, come finanzieranno la spesa per le pensioni? Con la spending review di Cottarelli tanto amato da Lega e 5 Stelle? Basta tagliare le pensioni d'oro, quelle che superano di dieci volte le pensioni minime? Ovviamente non bastano i soldi eventualmente provenienti dai tagli alle pensioni auree, allora dove andranno a prenderli i soldi mancanti? Sta qui il nodo dirimente e su cui male non sarebbe aprire il dibattito anche a "sinistra".


Del resto, conti alla mano, tutte queste misure avrebbero bisogno di trovare la copertura di circa 20 miliardi di euro, fermo restando che i paletti proposti da Lega e 5 Stelle sono destinati ad una platea ridotta di lavoratori e lavoratrici e senza dimenticare che l'Inps per applicare la quota cento come requisito per la pensione indicava la spesa aggiuntiva che va da 15 a 18 miliardi di euro.

Vogliamo allora provare insieme a ragionare sui tagli che per noi dovrebbero essere

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IL POPULISMO E L'ELITE: LA CRISI IRREVERSIBILE DELLE DEMOCRAZIE E L'ABIURA DEGLI INTERESSI DI CLASSE.

IL POPULISMO E L'ELITE: LA CRISI IRREVERSIBILE DELLE DEMOCRAZIE E L'ABIURA DEGLI INTERESSI DI CLASSE.

Si va parlando da tempo della tenuta delle Liberaldemocrazie occidentali preservandole dall'attacco dei populismi. È bene liberare il campo da alcuni equivoci.

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L'agenda Monti e l'agenda del capitalismo in crisi

L'agenda Monti e l'agenda del capitalismo in crisi

Con l'inizio dell'anno prende il via l'istituzionalizzazione delle politiche di espropriazione e di austerità prevista dal Fiscal Compact. Si tratta di politiche fatte proprie da tutte le principali forze partitiche, garantite anche dalla Carta d'Intenti firmata da PD e SEL. Questa realtà ci impone il definitivo abbandono di tutti quei terreni in cui siamo perdenti da sempre e ci spinge nella direzione della creazione di soggettività politiche autonome dai meccanismi di riproduzione del Capitale e dalle forme della politica dominante.

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Religione e “Capitale” nel meeting dell'autoeletto “Popolo di Dio”

Riproponiamo l'articolo scritto l'anno scorso in occasione del 32° Meeting di Comunione e Liberazione, pubblicato sul numero 0 di Lotta Continua.

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