"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

ALCUNE QUESTIONI IN MERITO AL RUOLO DELLA POLIZIA MUNICIPALE.

ALCUNE QUESTIONI IN MERITO AL RUOLO DELLA POLIZIA MUNICIPALE.

Abbiamo intervistato alcuni delegati del Sindacato Generale di Base della Toscana in merito al ruolo della Polizia municipale in un paese sempre più ossessionato dalle derive securitarie

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DAGLI INCENTIVI FISCALI AL WELFARE AZIENDALE: COME TI DISTRUGGO LO STATO SOCIALE.

DAGLI INCENTIVI FISCALI AL WELFARE AZIENDALE: COME TI DISTRUGGO LO STATO SOCIALE.

Non saremo certo noi a scoprire che la disarticolazione del welfare universale sia anche il prodotto di accordi sindacali. È alquanto singolare che i sindacati abbiano abdicato dalla difesa del welfare preferendo inserire nei contratti nazionali istituti che incentivano il ricorso al welfare aziendale, negoziano in molti casi lo scambio (diseguale) tra salario e bonus.

La politica degli incentivi fiscali è servita anche ad alimentare il welfare aziendale. Ora si tratta di capire, con dati alla mano, l'ammontare dei tagli al welfare e dei risparmi statali.

Ma i soldi saranno destinati ad altri progetti? Ad accrescere i salari e le pensioni non crediamo proprio dacchè i rinnovi contrattuali sono tutti nell'ordine di poche decine di euro, cifre irrisorie se pensiamo al potere di acquisto perduto, allora non sarà che con i tagli agli ammortizzatori sociali e al welfare vogliano pagarsi la flat tax e qualche forma di reddito di cittadinanza?

Ma allo steso tempo il sistema di sgravi fiscali fino ad oggi ha riguardato soprattutto le famiglie con reddito maggiore che hanno potuto detrarre dalle tasse spese innumerevoli sostenute arrivando, alla fine, a subire una tassazione molto piu' leggera.

Ridurre oggi le tasse soprattutto a chi avrebbe soldi sufficienti per pagarle potrebbe diventare un boomerang per il finanziamento del welfare e il sostegno stesso alle spese sanitarie e per la istruzione. Uscirebbe fuori un contesto sociale sul modello americano con le classi sociali meno abbienti sempre piu' povere, emarginate e in condizioni di salute precarie e una classe medio alta con un potere di acquisto decisamente rafforzato.

E in questa divaricazione tra ricchi e poveri anche la middle class uscirebbe con le ossa rotte

Abbattendo le tasse sarebbero proprio le spese sociali a venire ridimensionate. Ma se in questa ottica si muovono anche gli stessi sindacali, per incentivare la previdenza integrativa, quali saranno gli scenari futuri? Le agevolazioni fiscali sono servite a creare pensione e sanità integrative, peccato che a pagarle siano sovente i lavoratori rinunciando a una parte di salario

Le leggi di stabilità 2016 e 2017 si sono mosse nell'ottica di favorire il welfare aziendale sottoponendolo a tassazioni irrisorie, a cio' va aggiunta la detassazione dei premi di produttività, basta un accordo di secondo livello con Cgil Cisl Uil per costruire un premio di risultato basato sui bonus e sulle forme di sanità e previdenza integrativa.

la detassazione dei premi di produttività ha giocato solo a favore dei datori di lavoro e come incentivo per il welfare aziendale, non ha accresciuto il potere di acquisto dei salari, non ha incentivato il welfare universale, è stata una scelta funzionale a sostituire incrementi stipendiali con i bonus e cosi' hanno anche rivoluzionato il sistema di contrattazione e la dinamica retributiva stessa.

In questa ottica si muove lo stesso accordo siglato con Confindustria nel febbraio scorso all'insegna di un sistema di relazioni che vede il sindacato fautore del compromesso con i padroni, una sorta di pacificazione che parte dalla rinuncia al conflitto in cambio della cogestione del welfare aziendale
E il lavoratore, di fronte alla prospettiva della detassazione del premio di risultato sarà ben disposto a delegare gli stessi sindacati che hanno svenduto i suoi diritti , anzi si costruisce un legame ancora piu' forte in nome dei bonus e nella riconoscenza per avere adottato delle tutele aggiuntive che ormai il welfare universale non garantisce piu'.

Ovviamente nessuno dirà al lavoratore che proprio la distruzione del welfare state ha sancito l'impoverimento dei servizi sociali e queste misure integrative sono il frutto della accettazione di contratti con aumenti irrisori, della supina accettazione dell'aumento dell'età pensionabile e di condizioni lavorative e di vita sempre piu' precarie.

La politica degli incentivi fiscali ha cosi' raggiunto tutti i suoi obiettivi, non ultimo quello di rivoluzionare le stesse relazioni sindacali piegandole agli interessi dei padroni, non senza la cogestione del business di sanità e previdenza integrativa tra padroni e sindacati. Il risultato non è la costruzione di un welfare moderno e solidale ma l'esatto contrario.

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TANTO CARA MI FU LA PENSIONE.

TANTO CARA MI FU LA PENSIONE.

Da quando hanno introdotto il sistema di calcolo basato sui contributi effettivamente versati le nostre pensioni hanno iniziato a perdere potere di acquisto. Ma attenzione: il peggio deve ancora venire, quando tutti gli anni lavorativi saranno calcolati con un unico sistema (il contributivo) gli effetti saranno tangibili con una perdita dell'assegno superiore del 30% 

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ISTAT: ITALIA 2017 AUMENTA LA POVERTA' DI CONCERTO CON IL PIL

ISTAT: ITALIA 2017 AUMENTA LA POVERTA' DI CONCERTO CON IL PIL

Continuano gli effetti distortivi delle politiche di austerità fiscale e restrittive di bilancio. Occorre cambiare rotta per fermare le derive sovraniste e xenofobe e varare un nuovo modello sociale europeo

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I NODI VENGONO AL PETTINE MA NEL FRATTEMPO TORNA IL VOUCHER

I NODI VENGONO AL PETTINE MA NEL FRATTEMPO TORNA IL VOUCHER

I nodi vengono al pettine, Non viene cancellato il redditometro che subisce invece una revisione, per quanto profonda, come era stato chiesto dalle stesse associazioni di categoria.

L'iter della legge  è ancora lungo, piu' bozze sono state presentate ma le norme anti jobs act e il reddito minimo non sono tra i punti inclusi.
 Non che la lotta alla ludopatia ci dispiaccia ma un decreto sul lavoro dovrebbe avere anche e soprattutto altri contenuti e non certo la riedizione del voucher che a detta di Salvini sono indispensabili per alcune attività.

 E nella agricoltura il voucher viene visto come ancora di salvezza per gli imprenditori agricoli ma da anni domina non solo il lavoro nero ma anche l'utilizzo, fino alla loro soppressione, del voucher in maniera alquanto discutibile, una sorta di regolarizzazione formale di rapporti di lavoro che di occasionale hanno ben poco.

Il testo finale del Decreto Legge è ancora lungi dall'essere partorito, sicuramente è positiva la norma sui contratti a tempo determinato che pone il limite del 20%, rispetto al numero totale della forza lavoro, per le assunzioni a tempo cosi' come il ritorno delle causali  da apporre fin dal primo rinnovo di un contratto a termine. Ma le norme contro le delocalizzazioni sono fin troppo tenue e la politica industriale del Governo ad oggi è ancora lontano dal manifestarsi.

Nel frattempo i presidi e i picchetti operai continuano ad essere caricati, le fabbriche chiudono o delocalizzano impunemente. La politica è troppo lontana dalle istanze di cambiamento radicale, del resto si parla sempre meno di cancellare il jobs act e la Fornero. E la cancellazione della riforma Previdenziale e delle normative che hanno favorito i licenziamenti restano questioni dirimenti e imprescindibili per esprimere un cambiamento reale.

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