"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

GRECIA: BASTA RACCONTARE BUGIE!

GRECIA: BASTA RACCONTARE BUGIE!

La Grecia sta uscendo dal tunnel? Al di là dei proclami la situazione resta ben diversa da quella che leggiamo sui giornali, dopo otto anni di tagli e di austerità il paese è alla fame, altro che ritorno sui mercati finanziari. Non esiste alcun alleggerimento del debito pubblico, in gioco è il controllo della Bce sulla politica economica della Grecia, si parla di nuove privatizzazioni, di rinegoziare alcuni debiti ma  sempre all'insegna della austerità.

 Il Fondo monetario internazionale vuole che il debito greco sia ulteriormente abbassato , si parla a sproposito di generosi aiuti economici quando invece è accaduto l'esatto contrario con la economia greca in ginocchio, privatizzazioni, licenziamenti, tagli alla sanità e alla istruzione, solo in pochi anni sono state adottate centinaia di misure economiche, tra  il 2008 e il 2017 la popolazione attiva è scesa del 35%, decine di migliaia gli uomini e le donne costretti\e ad emigrare.

La Bce chiede ora di tagliare ulteriormente il welfare, di privatizzare tutto il possibile, altro che uscita indolore o superamento degli ostacoli degli ultimi anni, al di là della propaganda della Troika la realtà è ben diversa.

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GOVERNO E CONDIZIONE DEI RIDER: ALCUNE NOTE INIZIALI

GOVERNO E CONDIZIONE DEI RIDER: ALCUNE NOTE INIZIALI

Dai primi provvedimenti in materia di lavoro e previdenza potremo capire quali siano gli indirizzi del Governo.

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APPALTI: NON CONTA SOLO L'ONESTA' E LA TRASPARENZA. DEI LAVORATORI CHI PARLA?

APPALTI: NON CONTA SOLO L'ONESTA' E LA TRASPARENZA. DEI LAVORATORI CHI PARLA?

L'attuazione del codice degli appalti è in ritardo ma pensiamo che il problema non sia solo quello di garantire legalità e trasparenza ma anche precise clausole sociali a vantaggio delle lavoratrici e dei lavoratori. L'esatto contrario di quanto sta accadendo con numerose sentenze che ormai fanno giurisprudenza e vedono, nei cambi di appalto, perdita di posti di lavoro e di ore per salvaguardare solo gli interessi aziendali.  In queste ore si è scatenata l'ennesima polemica con l'autorità anticorruzione a difendersi dalle critiche del Governo.

 In Italia la corruzione esiste e si va rafforzando, diventa sempre più palese che norme e regolamenti possono essere aggirati ma il nostro grido di allarme va alla crescente disattenzione verso i lavoratori proprio nei cambi di appalto. La corruzione poi si combatte in tanti modi, sicuramente non la si combatte con gli stipendi da fame

 Siamo aperti a discutere delle stazioni appaltanti e delle procedure ma quello che non vediamo in giro è l'interesse verso le lavoratrici e i lavoratori degli appalti. E per noi ogni ragionamento parte da questo imprescindibile punto.

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TROPPE TASSE SUL LAVORO

TROPPE TASSE SUL LAVORO

In Italia a pagare troppe tasse non sono i padroni e i redditi elevati ma i lavoratori. Partiamo da questa semplice constatazione per arrivare ad un obiettivo comune: costruire una iniziativa sindacale e sociale per giungere al risultato di abbattere le tassazioni sui redditi inferiori a 35 mila euro. Con il 42,6% l’Italia è il Paese Ue con la più alta tassazione sul lavoro a fronte di una media dell’Europa a 28 Stati pari al 36,1%.

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CENTRI PER L'IMPIEGO AL COLLASSO.

CENTRI PER L'IMPIEGO AL COLLASSO.

Da anni parliamo delle politiche attive e di formazione in materia di lavoro, ne parliamo spesso senza cognizione di causa o con pochi elementi oggettivi. In Italia si spende poco, e male, per tanto tempo abbiamo ignorato i limiti dei centri per l'impiego, limiti che nascono anche dalle privatizzazioni.

Molti servizi pubblici avevano bisogno di personale a tempo determinato per il reclutamento del quale si attingeva direttamente dagli uffici di collocamento, ora centri per l'impiego.

Questo personale serviva per tenere aperti plessi scolastici e per innumerevoli funzioni nel frattempo esternalizzate. La crisi dei centri per l'impiego nasce anche da qui, sono tanti a non iscriversi nelle liste di disoccupazione ritenendo questo percorso inutile ai fini del reperimento di una occupazione.

Il resto lo ha fatto la Legge Del Rio depotenziamento le province e indebolendone molte funzioni tra le quali, appunto, anche quelle inerenti formazione e lavoro.

In altri paesi d'Europa si spende molti più soldi per i centri per l'impiego, per supportarli adeguatamente.

Ma anche sui dati non c'è chiarezza, per esempio pochi sanno che agli sportelli dei centri in un anno si rivolgono oltre 80mila persone, sono migliaia i colloqui, decine di migliaia i cosiddetti patti di servizio.  Ma per funzionare i centri per l'impiego avrebbero bisogno di personale stabile e non precario

Abbiamo centri con scarsi mezzi a loro disposizione,  8mila dipendenti in 500 strutture, in Germania gli impiegati sono 110mila , oltre 45mila in Francia e circa 60mila in Gran Bretagna.

Il problema non è connesso al conflitto tra politiche attive e passive del lavoro (c'è chi vorrebbe abbattere le tutele collettive con la scusa di finanziare le politiche di orientamento e di formazione), la questione è invece un'altra ossia che si spende poco per la formazione e per la Pubblica amministrazione che dovrebbe essere strumento per rilanciare il lavoro, la innovazione e i percorsi formativi, proprio come accade in molti altri paesi europei mentre da noi si pensa solo a contrarre la spesa. 

In Italia si spende ben poco per i disoccupati, si spendono 200 euro per disoccupato,  in Germania la spesa supera 6mila euro, in Olanda 3mila e in Francia 1.800.

Il nodo saliente è legato alle politiche del lavoro, al ruolo della Pubblica amministrazione, eludere la questione significa solo affossare i centri per l'impiego e condannarli alla marginalità offrendoli, alla occorrenza, come vittime sacrificali per ulteriori processi di privatizzazioni, quelle privatizzazioni che poi sono direttamente responsabili di avere affossato formazione, lavoro e percorsi di indirizzo e formazione.

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