"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

RICCHEZZA CHE VA ... MISERIA CHE VIENE

RICCHEZZA CHE VA ... MISERIA CHE VIENE

Un grafico dall’economista Branko Milanovic ha rappresentato la crescita dei redditi nel mondo da trenta anni a questa parte. Per capirci di più rinviamo al suo intervento su twitter: https://twitter.com/BrankoMilan
 
Una fotografia pur parziale degli ultimi 30 anni va pur fatta per avere un quadro della ricchezza, e povertà, su scala globale. La crescita dei salari piu' accentuata la registra parte del continente Asiatico grazie anche alla grande performance economica della Cina, paese in cui le diseguaglianze risultano assai accentuate. In Cina si è formata una classe di super ricchi accanto a un proletariato metropolitano proveniente dalle campagne, costretto a vivere nei sobborghi e a orari lavorativi di oltre 10 ore al giorno nonostante gli interventi dello Stato per limitare l'orario settimanale.
In recessione invece troviamo i lavoratori africani ma anche dell'Europa occidentale con la proletarizzazione della classe media, quella classe media ex operaia che alle elezioni politiche, in Usa e in Europa, sta votando a destra.  La globalizzazione liberista, perchè liberista è, ha non solo creato l'impoverimento della classe media ma anche la crescente miseria della classe operaia. Nasce da qui il disorientamento politico, sociale e culturale di ceti fino a pochi anni fa a sinistra ed oggi usciti malconci dalla crisi globale. Allo stesso tempo, la sinistra o meglio i suoi incolori eredi, sono diventati gli alfieri dell'Europa liberista, difensori del debito e di tutte le misure , spesso draconiane, che hanno svenduto i settori pubblici, bloccato i salari e le pensioni.

Quanto accade in Italia da qualche settimana è palese di questa tendenza con i sindacati a rivestire un ruolo nefasto, quello di gendarmi delle politiche della Bce, silenti rispetto al crollo del potere di acquisto dei salari e delle pensioni, complici rispetto alla costruzione di un welfare nuovo basato su sanità e previdenza integrativa nella cui gestione hanno un ruolo importante.

Venuto meno il ruolo dei sindacati (non parliamo dei piccoli e di base) come difensori della classe lavoratrice, è iniziata una profonda crisi sociale, economica e culturale, la destra ha saputo interpretare al meglio lo sconforto di chi è stato sacrificato sull'altare del pareggio di Bilancio .  E in questa crisi vince chi soffia sul fuoco alimentando la paura dell’immigrazione o promettendo la salvaguardia delle merci nazionali e locali in antitesi al libero commercio. Il problema è che la sinistra non ha una variante conflittuale e di classe al populismo di destra, ha finito solo con lo sposare le teorie di Maastricht.. 

Il paradosso è che la destra continua a guadagnare consensi perchè la sinistra è diventata paladina degli interessi della bce e del fmi, incapace di contrapporsi all'innalzamento dell'età pensionabile e al blocco dei salari. Per questa semplice motivazione guadagnano consensi quanti hanno un programma di governo altrettanto pericoloso per le classi sociali meno abbienti, tra riduzione delle tasse per i ricchi e svendita\ privatizzazione dei servizi sociali, tra la flat tax che favorisce i redditi elevati e misure contrarie alle tutele per la classe lavoratrice.

In questo grande caos culturale, gli intellettuali sono diventati snob, guardano al populismo come un armamentario ideologico da combattere, disprezzano le classi sociali meno abbienti il cui impoverimento economico è palese ma ancora piu' forte è la perdita di identità culturale.

I comunisti sono decisamente spariti, a forza di prendersela con i populisti sono finiti nelle schiere dei paladini della Ue, un ' Europa capitalista a guida tedesca.

Un grande cambiamento culturale è necessario anche a sinistra ma sicuramente non si esce dalla crisi sostenendo i poteri forti della Bce o parteggiando per la Clinton. Una sinistra snob ed egocentrica non merita alcuna fiducia, sta quindi a noi costruire un'alternativa con teorie e pratiche conflittuali e una cassetta degli attrezzi da aggiornare visto che ormai quella ereditata dal Novecento si è dimostrata del tutto inadeguata. Aggiorniamola in fretta perchè le disuguaglianze crescenti non saranno certo arrestate dal Mov 5 Stelle o dalla Lega né tanto meno da uomini del FMI chiamati nel ruolo di salvatori della patria.

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SALARIO MINIMO: DOVE STA L'INGANNO?

SALARIO MINIMO: DOVE STA L'INGANNO?

Con i processi tecnologici, oggi potremmo lavorare 6 ore al giorno, 30 a settimana e andare in pensione a 60 anni ma i frutti della innovazione tecnologica non sono destinati a migliorare le condizioni di vita e di lavoro ma all'incremento dei profitti.
Da anni ormai siamo in presenza di cambiamenti legislativi che hanno distrutto tutele collettive e individuali, le politiche salariali intraprese hanno indebolito il potere di acquisto, gli spazi di democrazia sono sempre piu' ridotti.

L’innovazione tecnologica sembra quasi avere prodotto l'effetto opposto di quello sperato accrescendo lo sfruttamento e alimentando la precarietà.

La crescita della produttività  non sembrerebbe da tempo portare miglioramenti al tenore di vita, lo dimostra l'indebitamento della famiglia media, la precarietà lavorativa e soprattutto l'aspettativa di vita la cui crescita si è fermata. I margini di profitto sono diminuiti, qualcuno ricorderà l'analisi marxiana, resta il fatto che negli ultimi lustri il tenore di vita non cresce piu' ai livelli dei trenta anni gloriosi.

Il vero problema oggi è la  incapacità  non tanto di leggere ma di interiorizzare la trasformazione avvenuta che ha determinato l'avvento del lavoro gratuito limitando l'accesso alla istruzione di ogni ordine e grado tanto è vero che l'analfabetismo di ritorno sta dominando nei paesi a capitalismo avanzato. La tecnologia cresce di importanza ma allo stesso tempo le classi sociali meno abbienti presentano anche un deficit culturale, la bassa scolarità è sinonimo di povertà, di degrado sociale. Le classi sociali meno abbienti sono quelle con minore istruzione e la mobilità sociale è decisamente inferiore da quando hanno preso il sopravvento le teorie economiche liberiste e la dittatura dello spread.
Ma come dicono i fautori del libero mercato esiste una tecnologia neutra? No, la tecnologia è piegata a fini capitalistici tanto che oggi rende possibile la permanente connessione tra clienti e produttori, non ci sarà piu' bisogno di andare a un ipermercato a fare la spesa perchè ci porteranno a casa il cibo spazzatura, magari potremo acquistare a pochi euro dei vestiti perchè indossandoli sponsorizzeremo un marchio.

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CONTRATTI ENTI LOCALI E SANITA’: MA E’ ORO TUTTO CIO’ CHE LUCCICA?

CONTRATTI ENTI LOCALI E SANITA’: MA E’ ORO TUTTO CIO’ CHE LUCCICA?

Abbiamo intervistato Antonio Piro e Federico Giusti del sindacato generale di base per saperne di più sui contratti appena siglati

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ISPETTORATO DEL LAVORO E INPS: PERCHE' NON COMUNICANO?

ISPETTORATO DEL LAVORO E INPS: PERCHE' NON COMUNICANO?

Per quale ragione l’Ispettorato del lavoro non può avere libero accesso alle banche dati dell’Inps come accade al contrario nel caso dell'Inail? Non siamo in presenza di un corto circuito che dimostra il fallimento dell’Ispettorato nazionale previsto dalla Legge 149/2015 e già in funzione da due anni?

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IL NUOVO LIBRO BIANCO ALL'INSEGNA DI INDUSTRIA 4.0 Pochi ne parlano, ma sta per arrivare.

IL NUOVO LIBRO BIANCO ALL'INSEGNA DI INDUSTRIA 4.0 Pochi ne parlano, ma sta per arrivare.

Tutte le mansioni sono esigibili: quanto tempo manca ancora da quando ci imporranno, in calce al contratto individuale di lavoro, queste condizioni capestro?
L'Italia è un paese senza mobilità sociale, con regole troppo rigide e legislazioni del lavoro che non permettono il ricorso alla flessibilità.

 Non sono parole nostre ma vengono pronunciate ormai indistintamente da padroni, sindacalisti, apologeti del quinto stato come se il concetto di flessibilità fosse portatore di diritti e salario, come se la mobilità sociale non venisse determinata dal potere di acquisto dei salari e dalle opportunità di accedere, parliamo delle classi sociali meno abbienti, a percorsi universitari e formativi.

Al contrario, i figli degli operai hanno meno possibilità di 20 anni fa di accedere all'università o anche ai licei, con la crisi economica e sociale e le privatizzazioni, quel poco di mobilità sociale esistente è stata fortemente ridimensionata.

Ora è la volta della flessibilità delle mansioni che poi si tradurrà nel pretendere, a parità di salario, maggiori e differenti prestazioni dal singolo lavoratore superando i contratti nazionali di lavoro e la stessa declaratoria dei profili professionali all'interno della Pubblica amministrazione e del privato.

Da qui a 10 anni, Industria 4.0 racconta che quasi la metà dei lavoratori cambierà le proprie mansioni, poco sappiamo dei nuovi profili professionali e men che mai delle dinamiche salariali e contrattuali

Smart working, lavoro a casa, gestione di macchine in modalità remota, ne parla il libro Bianco di AssoLombarda che a detta di alcuni potrebbe avere lo stesso impatto che ebbe il Libro Bianco di Marco Biagi.

Intanto cerchiamo di capire qualcosa dalla lettura di alcuni articoli, reperibili sul web, che anticipano i principali contenuti. Si va dalle politiche attive del lavoro a discapito degli ammortizzatori sociali fino ai percorsi formativi per ricollocare i dipendenti quando sono ancora alle dipendenze di una ditta, dal superamento del cartellino per favorire una prestazione lavorativa sempre più intensa e flessibile fino alle nuove tipologie flessibili dei contratti.

 Teniamo conto che questo ennesimo Libro Bianco è in piena continuità con il lavoro gratuito, lo smart working e tutte quelle flessibilità che mirano alla individualizzazione del rapporto di lavoro e possono andare bene in una metropoli come quella Milanese e solo per poche tipologie lavorative. È comunque importante conoscere gli obiettivi padronali e sapersi muovere criticamente in un mondo dove alcune parole saranno sempre più diffuse cogliendo da subito cosa si cela dietro questi concetti apparentemente neutri.

Chi pensa di essere libero dalla schiavitù moderna del cartellino, è bene che si ricreda perché la connessione 18\9 ore su 24 determina un livello di stress e di sfruttamento più alto dell'orario tradizionale. Non ci sono pause, tempi morti, la tua vita è quasi interamente dedicata al profitto, cambiano i ritmi e i tempi di lavoro ma la disponibilità offerta alla impresa è senza dubbio maggiore, alla fine i tempi di vita vengono contratti a vantaggio di quelli del lavoro, si torna al cottimo  in una versione moderna e digitale.

In questo mondo digitale e flessibile bisogna rivedere i sistemi di inquadramento della forza lavoro, maglie larghe e non paletti, connessione e formazione perenne, totale disponibilità del lavoratore verso l'impresa senza piu' alcuna distinzione tra lavoro feriale, festivo e notturno . Avranno bisogno di tanto lavoro gratuito, di potenziare il welfare aziendale (salario barattato con bonus per baby sitter o mezzi di trasporto), ci diranno di volere rendere più sicuro il nostro lavoro ma nel frattempo alimenteranno la precarietà contrattuale e esistenziale.
  FEDERICO GIUSTI REDAZIONE PISANA

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