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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

I nodi vengono al pettine ma nel frattempo torna il voucher

I nodi vengono al pettine ma nel frattempo torna il voucher

I nodi vengono al pettine, Non viene cancellato il redditometro che subisce invece una revisione, per quanto profonda, come era stato chiesto dalle stesse associazioni di categoria.

L'iter della legge  è ancora lungo, piu' bozze sono state presentate ma le norme anti jobs act e il reddito minimo non sono tra i punti inclusi.
 Non che la lotta alla ludopatia ci dispiaccia ma un decreto sul lavoro dovrebbe avere anche e soprattutto altri contenuti e non certo la riedizione del voucher che a detta di Salvini sono indispensabili per alcune attività.

 E nella agricoltura il voucher viene visto come ancora di salvezza per gli imprenditori agricoli ma da anni domina non solo il lavoro nero ma anche l'utilizzo, fino alla loro soppressione, del voucher in maniera alquanto discutibile, una sorta di regolarizzazione formale di rapporti di lavoro che di occasionale hanno ben poco.

Il testo finale del Decreto Legge è ancora lungi dall'essere partorito, sicuramente è positiva la norma sui contratti a tempo determinato che pone il limite del 20%, rispetto al numero totale della forza lavoro, per le assunzioni a tempo cosi' come il ritorno delle causali  da apporre fin dal primo rinnovo di un contratto a termine. Ma le norme contro le delocalizzazioni sono fin troppo tenue e la politica industriale del Governo ad oggi è ancora lontano dal manifestarsi.

Nel frattempo i presidi e i picchetti operai continuano ad essere caricati, le fabbriche chiudono o delocalizzano impunemente. La politica è troppo lontana dalle istanze di cambiamento radicale, del resto si parla sempre meno di cancellare il jobs act e la Fornero. E la cancellazione della riforma Previdenziale e delle normative che hanno favorito i licenziamenti restano questioni dirimenti e imprescindibili per esprimere un cambiamento reale.

 

FEDERICO REDAZIONE PISANA DI LOTTA CONTINUA

Pubblicato da Delegati e Lavoratori Indipendenti Pisa

 

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Venerdì, 19 Ottobre 2018

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