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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

Le app che distruggono le professionalità abbassando il costo del lavoro

app

Oggi i professionisti sperimentano sulla loro pelle quanto è già accaduto da anni agli operai ossia la progressiva riduzione del costo della manodopera, il venir meno dei contratti nazionali e di un sistema di regole a tutela dei lavoratori.  La tecnologia e le moderne app all'attacco delle corporazioni?
In rete basta navigare per qualche minuto e accorgersi delle innumerevoli offerte, piattaforme on line costruite appositamente per offrire servizi a costi decisamente irrisori rispetto ai prezzi di mercato. E così sarà possibile acquistare un complesso documento di valutazione del rischio o un attestato di  prestazioni energetiche o la certificazione antisismica o moduli già predisposti per accelerare lunghe pratiche burocratiche.
Ma dietro al documento di valutazione del rischio si nasconde un lavoro certosino che si avvale di tecnici e di presenze effettive sul campo, in un colpo solo ci si avvale di una sorta di documento copia e incolla, stesso discorso vale per il lavoro di un ingegnere, di un architetto o di un geometra.
In poche parole competenze tecniche con tanto di iscrizioni all'albo rischiano di essere spazzate via dall'offerta di servizi a basso costo reperibile sulle piattaforme on line.
Il libero mercato, dopo avere indebolito il potere di acquisto e di contrattazione della classe operaia, ora passa all'attacco di quei professionisti, magari con partite Iva a celare sovente rapporti di lavoro subordinati, che  oggi percepiscono l'importanza di fissare un equo compenso (infatti ne parla il Def) nel tentativo di salvaguardare quanto resta di quello che fu l'immenso potere degli Ordini.
Del resto è accaduto da tempo con i giornalisti, iscritti all'albo disoccupati e fuori dalle redazioni e al loro posto apprendisti a lavorare quasi gratuitamente nella speranza di un contratto futuro.
La logica di mercato, anzi la logica del capitale, in nome della contrazione del costo del lavoro, non guarda in faccia a nessuno, a capire l'amara lezione chi ieri guardava con sufficienza le istanze dei lavoratori con mansioni più basse che contestavano l'abbassamento del costo del lavoro.
Sempre navigando in rete ci si accorge di piattaforme che offrono servizi veloci e a basso costo, perfino gli avvocati e i medici sono ormai a prezzo di saldo, lo stesso dicasi per ingegneri e architetti.
E in rete non si capisce se il professionista seduto lontano centinaia di Km a una postazione di pc abbia i requisiti e le conoscenze per fornire una documentazione, un po' come accade oggi con le ripetizioni offerte da fantomatiche cooperative o associazioni con studenti vicino alla laurea al posto di docenti.
Le documentazioni acquisite on line spesso si dimostrano errate, magari ce ne accorgiamo davanti a un grave infortunio sul lavoro (nel caso di documento di valutazione del rischio), o se un edificio crolla o presenta problemi strutturali che la competenza di un ingegnere o un architetto avrebbero potuto valutare se presenti in loco.
Equo compenso, non abbassamento del costo del lavoro diventano elementi dirimenti per difendere la professionalità e la dignità lavorativa di tutti\e, siano essi addetti alle pulizie o tecnici laureati, il problema non sta nella difesa delle lobby e degli albi professionali ma nella tutela dei lavoratori di ogni ordine e grado. La libera concorrenza e la libertà di mercato tanto care ai padroni sono sinonimo di sfruttamento della forza lavoro, ricordiamocelo sempre .
I facchini della logistica dentro qualche cooperativa di comodo non hanno un potente Ordine a difenderli ma al pari di architetti, giornalisti e ingegneri subiscono sulla loro pelle le conseguenze della libertà di mercato che ben altro è, ossia libertà di sfruttamento e pieno accesso alla servitù.
La battaglia da sostenere non è quindi quella di difendere i privilegi di certi Ordini (che ormai la fanno da padrone anche dentro un disegno di ridimensionamento del sindacato e di libera circolazione di manodopera a costi ridotti come sta accadendo per le professioni mediche) ma di contrastare l'abbassamento del costo del lavoro.

FEDERICO GIUSTI  Pubblicato da Delegati e Lavoratori Indipendenti Pisa

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