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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

Rosa Luxemburg, a 100 anni dal suo assassinio

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di  Michael Löwy* Nel gennaio del 1919 Rosa Luxemburg, fondatrice del Partito comunista tedesco (Lega Spartachista) fu uccisa da un'unità dei Freikorps, banda di ufficiali e militari controrivoluzionari – futuro vivaio del partito nazista- inviati a Berlino dal ministro socialdemocratico Gustav Noske per finire la rivolta spartachista. È, come Emiliano Zapata in quello stesso anno, una "vinta dalla storia". Ma il suo messaggio rimane vivo in ciò che Walter Benjamin definisce "la tradizione degli oppressi"; un messaggio allo stesso tempo, e inseparabilmente, marxista, rivoluzionario e umanista. Sia per quanto riguarda la critica del capitalismo come sistema disumano, la lotta contro il...
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"Vogliamo tutto" di Nanni Balestrini. Recensione di Giuseppe Muraca

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1969: 50 anni dopo /1 Nell'ambito della cosiddetta "letteratura politica" post-sessantottina Vogliamo tutto di Nanni Balestrini (Feltrinelli, Milano 1971, poi Garzanti, ivi, 1974. Si citerà sempre da questa edizione) occupa per diversi motivi un posto del tutto particolare. L'autore era stato uno dei rappresentati di punta del gruppo '63 e si era distinto nel corso degli anni Sessanta, oltre che per le sue doti di infaticabile organizzatore culturale, per una serie di prove poetiche arditissime, alcune delle quali addirittura fabbricate con il calcolatore IBM, che avevano suscitato al loro apparire scandalo e disapprovazione nell'ambito dell'establishment culturale italiano.     Come tutti i...
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Gli scioperi del 1 marzo 1944: una lotta operaia che ha segnato la storia d'Italia

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 Come sempre ricordiamo gli scioperi operai del 1 marzo 1944. Scioperi rivolti contro l’invasore nazifascista. Scioperi che segnarono un punto di svolta nella Resistenza dimostrandone il radicamento nei settori decisivi della classe operaia delle grandi fabbriche. Da ricordare ancora, in questo giorno così importante per la nostra memoria storica, l’efferatezza che reca sempre con sé la guerra. Gli scioperi del 1 marzo 1944 furono prima di tutto un atto di “fierezza operaia” anche se furono soprattutto il frutto di una meticolosa organizzazione politica.   Quella giornata va tenuta ancora come esempio di sacrificio e di dedizione alla causa comune della pace...
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In ricordo di Cespuglio

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Nella notte tra il 18 e il 19 febbraio del 1999 ci lasciava “Cespuglio” al secolo Angelo Brambilla Pisoni. Da sempre convinto compagno di LC ricoprì incarichi di responsabilità nell'organizzazione contribuendo sia alla sua crescita sia alla riuscita del quotidiano che di LC fu uno degli assi portanti. Decise poi, con molti altri compagni, di non chiudere l'esperienza dopo il congresso di Rimini e di non arrendersi a uno scioglimento nel movimento che avrebbe comportato il rientro nel privato di migliaia di compagni, o la consegna dei loro corpi al mercato dello spaccio oppure il salto nelle formazioni combattenti, cosa che...
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Von Banditen erschossen (su Mattarella e le foibe)

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di Sergio Bologna Come cittadino, come storico del nazismo e soprattutto come triestino sono rimasto sconcertato, amareggiato e disgustato dalle dichiarazioni del Presidente Mattarella sulla questione delle foibe. Avevo otto anni quando i partigiani di Tito, il 1 maggio del 1945, proprio sotto casa mia fermarono la loro avanzata per non esporsi al tiro della guarnigione tedesca, asseragliata nel Castello di San Giusto. Erano scesi dall’altipiano del Carso in due colonne, una si era diretta all’edificio del Tribunale dove i tedeschi avevano installato il Comando e l’altra al Castello di San Giusto, dove il vescovo Santin svolgeva il ruolo di mediatore...
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Sono una militante antifascista dai tempi delle scuole medie...

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Sono una militante antifascista dai tempi delle scuole medie (all’epoca ci si politicizzava presto erano gli anni in cui i fascisti mettevano le bombe nelle piazze e sui treni, nelle banche e, a Trieste, persino nelle scuole elementari della minoranza slovena - e qui fortunatamente senza vittime). Ho sempre visto la Resistenza ed i militanti di essa come dei modelli cui tendere, per il coraggio e la forza che avevano dimostrato schierandosi dalla parte “sbagliata” per chi stava loro intorno ma “giusta” in senso assoluto. Uno dei primi libri a segnare la mia crescita politica nell’adolescenza è stato “Senza tregua” di...
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Il secolo di Rosa

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Nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 1919, esattamente un secolo fa, i FreiKorps di Noske soffocarono nel sangue i moti spartachisti di Berlino. Rosa Luxemburg fu arrestata assieme a Karl Liebknecht, entrambi assassinati e i loro corpi gettati in un canale. Il lascito teorico, politico, morale di Rosa Luxemburg ha vissuto però nel corso di questi 100 anni e vale proprio la pena, nell’occasione, riprendere alcuni passaggi. Rosa Luxemburg non si sforzò mai –come scrive Nettl – di dare forma a un sistema completo o addirittura logicamente compiuto. Non solo, infatti, esprimeva le sue idee quasi invariabilmente sotto...
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La rivolta degli operai: da Valdagno all’autunno caldo di Giuseppe Muraca

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La rivolta degli operai: da Valdagno all’autunno caldo di Giuseppe Muraca Si è visto come nel corso della prima metà degli anni Sessanta, e in particolar modo in occasione dei fatti di Piazza Statuto, alcune avanguardie di giovani operai avevano scavalcato a sinistra le direzioni sindacali e il PCI, manifestando tutta la loro rabbia e mettendo in atto nuove forme di lotta e di protesta che erano sfociate in veri e propri scontri di piazza con le forze dell’ordine. Quello era il segnale più evidente di un malessere profondo e di un disagio della nuova leva operaia che al netto rifiuto...
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Buon 2019 a chi confligge con il Capitale!

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L'anno che verrà è ricco di incognite e ogni mattina, al nostro risveglio, siamo assaliti da rabbia e rassegnazione. Per noi il nuovo giorno non è un Capodanno in attesa del socialismo nel quale in pochi ormai credono. Quel socialismo fatto di retorica e ideologia, ma incapace di cambiare lo stato delle cose presenti non ci è mai piaciuto. L'ideologia consolatoria non serve alla classe. Da anni ci siamo fermati, postiamo sui social network immagini di un tempo per sopperire alla odierna impotenza. Nel 2019 vogliamo tornare a fare i conti con noi stessi, con i nostri errori e difetti, ma...
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"Buone feste vi dicono i padroni". 50 anni fa il 68 si chiude con la contestazione della Bussola

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Il 68 sta volgendo al termine. Gli echi della contestazione alla Scala di Milano da parte del Movimento Studentesco di milanese con i suoi contenuti di critica alla volgarità consumistica e all’esibizionismo sfrontato della borghesia, hanno un forte effetto nelle diverse situazioni di movimento. Il mese di dicembre è per tradizione il mese delle merci, il mese in cui milioni di italiani bruciano la tredicesima in acquisti e regali. Il movimento si muove, in quest’ultimo mese del 1968, proprio all’attacco dei riti del Capodanno borghese. La contestazione della Scala innesca un processo a catena che culmina con gli scontri davanti alla...
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Non ci sono misteri nelle bombe della strategia della tensione

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La recente morte di Licio Gelli e il ricordo della strage di Piazza Fontana hanno consentito al circo massmediatico di potersi esercitare nel solito repertorio di consolidate banalità. La storia degli anni 60 e 70 sarebbe stato il campo in cui si sono scontrati “opposti estremismi”, in cui si sono tessute “trame oscure” e occultati “misteri” che non saranno mai chiariti. Per noi non c’è nulla di oscuro nelle bombe sui treni, nelle banche e nelle piazze. Non ci sono misteri nelle trame che hanno agito nel tentativo di chiudere gli spazi all’emergente ondata operaia, studentesca e proletaria di quegli anni....
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Gli attentati del 12 dicembre 1969 aprono uno dei periodi più bui e drammatici della storia del nostro Paese

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di Giuseppe Muraca Con gli attentati del 1969 e la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre e la morte di Pinelli, si conclude la fase più esaltante del ’68 e dell’autunno caldo e si apre uno dei periodi più bui e drammatici della storia del nostro paese, di grande instabilità politica, con un clima di violenza che ha lasciato dietro di sé una scia di sangue e decine e decine di morti. <<Alla gioiosità del sessantotto, segue la cupezza degli anni settanta, alla creatività dei cortei studenteschi seguono le barriere dei servizi d’ordine>>, la loro militarizzazione. Da quel momento ebbe...
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I ragazzi che volevano fare la rivoluzione. Un libro di Aldo Cazzullo Recensione di Giuseppe Muraca.

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Recensione di Giuseppe Muraca Arricchito da una nuova introduzione, l’editore Sperling & Kupfer ripubblica ad otto anni dall’edizione mondadoriana il libro di Aldo Cazzullo, I ragazzi che volevano fare la rivoluzione, Storia critica di Lotta continua. Si tratta di una scelta editoriale azzeccata perchè è un libro importante, scritto da un ottimo giornalista, animato dalla passione e dalla volontà di conoscere e di capire.   Attraverso le testimonianze dei protagonisti, arricchite dalle riflessioni dell’autore, si cerca di scavare nelle vicende personali e in quella collettiva per seguire il filo di una storia attraverso le fasi più salienti di una stagione politica...
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A cento anni dal 4 novembre

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Questa nota è stata ispirata da un’intervista rilasciata ieri dal capo di Stato Maggiore, Generale Farina sulla ricorrenza del 4 novembre.  Si sono lette parole così dense di retorica bellicista e nazionaliste da non poter essere lasciate senza replica. Ricorrono i 100 anni dalla conclusione della Prima Guerra Mondiale e naturalmente sono previste al riguardo cerimonie e manifestazioni di ricordo. Mentre lorsignori celebreranno quella che D’Annunzio poi appellò “vittoria mutilata” e che deve essere prima di tutto ricordata come porta aperta sulla tragedia del fascismo, noi rammentiamo qui la memoria di quante e quanti si opposero a un massacro durato quattro...
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1 Novembre 1969 esce il primo numero di Lotta Continua

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Il primo numero di “Lotta Continua” esce a Milano il 1° novembre 1969; 12 pagine a rotocalco, molte foto, fumetti di Giancarlo Buonfino; tiratura: 65.000 copie diffuse con la “vendita militante”. Direttore responsabile è Piergiorgio Bellocchio. “L’idea di questo giornale – è scritto nella presentazione – è quella di trovare i nessi per saldare le lotte operaie con quelle degli studenti, dei tecnici, dei proletari più in generale, in una prospettiva rivoluzionaria”. Il punto di riferimento è la lotta autonoma della Fiat, l’obiettivo è quello di creare “ uno strumento di intervento generale nella lotta di classe, che rappresenti un elemento...
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I bagliori del crepuscolo, autunno 1980.

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ASSEMBLEA AL CINEMA SMERALDO. TORINO 15 OTTOBRE 1980 (…) Infine prende la parola Giovanni Falcone. Il suo discorso è un lucido testamento politico collettivo, filtrato dal linguaggio caldo, diretto, dell’autobiografia: “Un compagno, poche sere fa – racconta a un uditorio fattosi d’improvviso muto – mi diceva: ‘è un fatto storico. Un altro compagno come noi aveva parlato nel 69, stavolta parli tu, e si chiude un’epoca. Allora si apriva, ora si chiude’. Mi lascia l’amaro in bocca questo. Perché per me dodici anni di lotta non sono stati semplicemente dodici anni di lotta così, ma è stata una lunga esperienza politica....
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Strage di Brescia

Strage di Brescia
Di seguito il link di un opuscolo sulla strage di Brescia pubblicato qualche anno fa. E' indispensabile (molto importante) ricordare che il 20 giugno 2017, la Corte di Cassazione ha condannato all'ergastolo (quindi in via definitiva) per la strage Carlo Maria Maggi, già responsabile per Ordine Nuovo per il Triveneto e Maurizio Tramonte anch'egli fascista di Ordine Nuovo e spia del Sid, con lo pseudonimo di fonte Tritone. Nel 1979 la corte d'Assise di Brescia in una delle istruttorie precedenti quest'ultima, aveva condannato all'ergastolo anche il fascista e 'piccolo malavitoso' bresciano Ermanno Buzzi poi strangolato nel 1981 nel carcere di Novara...
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In ricordo di Franco Serantini

In ricordo di Franco Serantini
Sono trascorsi 46 anni dalla morte di Franco Serantini, anzi dalla sua tragica uccisione. Possiamo parlare di una memoria condivisa? Se per condivisione intendiamo una lettura revisionista degli anni Sessanta e Settanta, preferiamo allora un ricordo di minoranza, non minoritario, un ricordo di quanti vogliono leggere la storia recente e passata con occhio critico, analisi delle fonti e contestualizzazione dei fatti avvenuti ma senza abiure o letture di comodo. Ricordiamo quando a Milano un sindaco pose la lapide in ricordo di Pinelli contrapponendosi a quella affissa dai movimenti negli anni Settanta, oggi capita di ricordare Serantini in ambiti politici e culturali...
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Bologna, marzo 1977

Bologna, marzo 1977
La creta, la selenite e l’arenaria. Di qui nasce il colore di Bologna. Nei tramonti brucia torri e aria. A che punto è la città? La città è lì in piedi che ascolta. Io non dico il privato è politico. Dico anche il privato è politico. A che punto è la città? La città si nasconde le mani. I democristiani non governano l’Italia ma la gestiscono. In trent’anni l’hanno succhiata leccata masticata peggio dei Visigoti e di Attila che correva a cavallo. Al confronto Attila e una farfalla dai novanta colori Questi hanno facce di pesci-tonno, pesci-guerra, pesci-fuoco. A che punto...
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Sono passati 39 anni dall'assassinio di Francesco: il nostro dolore e la nostra rabbia sono sempre le stesse. La lotta continua!

Sono passati 39 anni dall'assassinio di Francesco: il nostro dolore e la nostra rabbia sono sempre le stesse. La lotta continua!
                                                                                                              (da un documento del 77) Alle 10, assemblea di Comunione e Liberazione: circa 400 persone. Cinque compagni di Medicina, presentatisi all'entrata, vengono malmenati e scaraventati fuori dall'aula. La notizia si sparge nell'università e accorrono una trentina di compagni che vengono dapprima fronteggiati da un centinaio di squadristi ciellini. L'aggressione da parte dei cosiddetti "autonomi" consiste nel lancio di slogan e scambi verbali (ad esempio: "Barabba libero", "Seveso, Seveso"). Scatta la provocazione preordinata: i ciellini si barricano all'interno dell'aula; uno di loro, d'accordo con il prof. Cattaneo, che intanto aveva interpellato il rettore Rizzoli, chiede l'intervento della polizia e dell'ambulanza, prima...
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