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Dall'attacco all'Iran arriveranno nuove guerre.

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Spesso, chi parla di guerra e di conflitti militari ha scambiato le vite dei popoli con il Gioco denominato Battaglia navale oppure con altri giochi virtuali.
La guerra degli Usa non è voluta dall'Iran, dal Libano o dai palestinesi. Le capitali di molti paesi sono da mesi attraversate da proteste popolari cruente, scioperi e manifestazioni contro il caro vita e la presenza di truppe militari straniere, l'assenza di lavoro e una qualità della vita sempre piu' bassa..
Nell'immaginario collettivo invece si vede l'immagine che una guerra venga ardentemente desiderata dai palestinesi, dagli hezbollah iraniani, giusto per creare confusione tra gli aggressori e gli aggrediti e così manipolare l'opinione pubblica pilotandola a favore degli interventi militari Usa e Nato. A volere la guerra sono invece paesi che sulla guerra  e sulla emergenza vivono da sempre, anzi traendovi legittimazione, basti pensare ad Israele che caccia via dai territori i contadini palestinesi ma poi si presenta all'occidente come vittima di attacchi terroristici, basta ricordare alla strategia del terrore degli Usa per accaparrarsi il controllo delle vie energetiche.
L'area mediorientale è attraversata da innumerevoli conflitti, pensiamo al ruolo dell’Arabia Saudita, acerrimo nemico dell’Iran, alleato degli Usa e protagonista di una sanguinosa guerra nello Yemen, pensiamo alla Turchia di Erdogan protagonista dell'eccidio dei Kurdi e dell'attacco alla Siria. Ma Turchia, Arabia Saudita, paesi del Golfo sono i principali alleati Usa e Nato nella regione. Chi sono allora gli artefici della guerra?
L'economia di alcuni paesi è in condizioni disastrose, pesa la distruzione dell'entità di alcune nazioni (dall'Iraq alla Libia per capirci fino all'indebolimento del Libano sotto perenne minaccia di invasione israeliana)
L’Iran da tempo è alle prese con un feroce embargo e la recessione economica. con un -9,5% del Pil registrato nell'ultimo anno.
E intanto Trump minaccia nuovi embarghi, si inventano la bomba atomica iraniana, peccato invece che sia proprio Israele, e non l'Iran, ad avere rifiutato di partecipare al Trattato di non proliferazione nucleare.
Non se la passano meglio le altre economie, il Libano è alle prese con una grave crisi economica e finanziaria, forte indebitamento e crollo delle poche esportazioni. Parliamo di economie che nella situazione attuale, immutata da decenni per altro, con la costante minaccia di escalation militare Usa o di Israele, non hanno le condizioni per attuare politiche economiche e sociali necessarie alla ripresa.
Attaccare, isolare e neutralizzare l'Iran significa di fatto normalizzare Libano e altri paesi, indebolire la Siria e favorire nuove escalation militari nell'area per il controllo dei corridoi e delle fonti energetiche.
Questo non significa avere simpatie per la teocrazia iraniana, solo leggere i fatti con obiettività e con la memoria del recente passato. Chi ha destabilizzato la Libia lo ha fatto per il petrolio e per favorire l'occupazione militare del paese da parte di eserciti stranieri, poi al resto ci pensano le basi militari Usa e Nato.
Inutile pensare che la guerra possa essere scongiurata perché una guerra invisibile ai più, a bassa intensità ma tale da creare migliaia di morti, esiste da anni, esiste perché è fondamentale per la salvaguardia degli interessi imperialistici Usa e per la egemonia di Israele. Questa, e non altra, la verità scomoda da ripristinare.

Redazione pisana di Lotta Continua.

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