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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

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Che fine hanno fatto le 102 idee per il rilancio dell’Italia contenute nel “piano Colao”?

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Se ne è persa traccia di questo piano, di cui tanto si è parlato, che voleva individuare i punti da cui partire. Un testo dove si parlava di “resilienza”, che ci sembra del tutto funzionale ai processi di ristrutturazione capitalista.Un piano che si è dato l’obiettivo di aumentare i tassi di crescita dell’economia e i livelli di produttività. Tacendo completamente le ragioni per le quali il nostro paese ha perso, da almeno 30 anni numerosi punti rispetto agli altri paesi europei. Dove invece investivano nel settore pubblico, nella ricerca, nell’innovazione, il Italia invece andavano avanti processi di delocalizzazione e la svendita...
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Nel Paese delle disuguaglianze, una sintesi.

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Nel corso dell’emergenza Covid abbiamo appurato che una quantità notevole di fondi sono stati destinati alle imprese che ne hanno fatto il solito uso furbesco.Eppure siamo il Paese con un’economia sommersa fra le più grandi d’Europa, che corrisponde a circa il 12% del Prodotto interno lordo. Sempre ammesso e non concesso che il PIL sia il solo indicatore a cui far riferimento per fotografare l’economia di un paese.Siamo un paese con un’elevata evasione fiscale che supera i 110 miliardi di euro l’anno. Siamo anche delle disuguaglianze: disuguaglianze sociali, disuguaglianze di genere, disuguaglianze fra territori.L’autonomia differenziata rischia di acuire queste disuguaglianze, accrescendo...
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Lo spettro del debito si aggira per l'Ue e sulla pelle dei lavoratori. No al liberismo temperato.

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Chiunque oggi racconti che i soldi europei all'Italia sono a fondo perduto e senza condizioni mente e consapevolmente occulta la realtà. Ad esempio la Commissione europea conferma che entro la primavera 2021 sarà valutato come tornare ad applicare le regole del vecchio Patto di Stabilità con tetti di spesa e in sostanza la contrazione della spesa pubblica. E allo stesso tempo non si dice che tra le merci di scambio dei soldi europei ci sono anche ristrutturazioni del welfare e l’ennesima riforma delle leggi che regolano, o meglio stravolgono da anni, il mondo del lavoro.Per settimane molti hanno parlato di revisione del...
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Via libera dalle Camere alla riforma del Mes. Ma i proletari sanno cos’è?

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Negli ultimi tempi la questione relativa al Mes sembra essere diventato il tema centrale della politica italiana e per i media borghesi: una questione di tecnica finanziaria (che però riguarda tutti i proletari e gli oppressi) sottaciuta fino a pochi giorni fa da tutti gli ambienti borghesi ma in periodi come questi può creare tensione tra maggioranza e opposizione o finge di farlo. La cosa più assurda è che a fingere di opporsi al meccanismo del Mes e alla sua “riforma” vi è persino il socio di maggioranza di questo governo: Luigi Di Maio, la cui voce si è unita a...
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Fiscal Compact: la stretta finale sulle condizioni del proletariato europeo

fiscal
Il 2 marzo 2012 è stato sottoscritto da tutti i 17 paesi facenti parte dell’eurozona (dall’1 gennaio 2014 si è aggiunta la Lettonia, che lo aveva già firmato), il Fiscal Compact, tra il silenzio dei media in Italia. È stato anche firmato da 7 altri membri dell’Unione Europea non appartenenti all’eurozona, cioè Bulgaria, Danimarca, Lituania, Ungheria, Polonia, Romania, Svezia. Non è stato firmato da Gran Bretagna e Repubblica Ceca. Il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance dell’Unione Europea, meglio noto come Fiscal Compact, vincola ogni Stato firmatario al pareggio di bilancio (cioè il saldo nominale al netto delle misure...
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Fiat-Chrysler e Peugeot a un passo dalla fusione.

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Sulle pagine di un importante quotidiano nazionale due interviste ad altrettanti operai, uno italiano e uno francese, il primo speranzoso verso i processi in atto, il secondo guardingo e memore di quanto accaduto negli ultimi anni, coscienza e memoria viva alimentano il conflitto di classe. Forse, ma dubitiamo, sono stati presi a caso i due operai, il francese sarà un quadro sindacale e l'italiano un operaio senza coscienza, ma queste due interviste sono eloquenti dello stato di salute sindacale in Italia con una classe operaia tanto rassegnata quanto subalterna verso i datori di lavoro, capace solo di chiedere allo Stato (assente...
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Il “socialismo” dei ricchi. Flat tax e lotta di classe.

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“Flat tax” è uno di quei termini che si è inserito con forza nel dibattito politico di questi ultimi mesi occupando spesso anche le prime pagine dei mezzi di comunicazione. Viene ripetuto come un mantra da Salvini con lo stesso spirito con cui si usa un’espressione magica e per indicare lo strumento salvifico in grado di “far ripartire” la disastrata economia italiana. Usato anche come una clava da agitare contro i poteri forti di Bruxelles, che in verità sono interessati unicamente ai nostri “conti” che in qualche modo devono tornare, cioè rispettare i “vincoli di bilancio”.Come spesso succede l’utilizzo di termini...
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La locomotiva tedesca perde colpi

merke
La crisi economica e politica dell'Ue è palese e i dati economici dimostrano che tra le principali cause ritroviamo il rallentamento della macchina tedesca.Siamo in presenza di una vera e propria recessione tecnica in Germania da inizio anno e le ripercussioni negative si ripercuotono sugli altri paesi Ue. La produzione industriale tedesca cala dell'1,5% a inizio estate, il calo annuo (-5,2%) che è il peggiore degli ultimi dieci anni. La locomotiva tedesca arranca nonostante la crescita degli ordinativi industriali, il Pil tedesco cala, arrancano soprattutto i settori legati all'export.Sicuramente a vantaggio della economica tedesca risulta la domanda interna, i risparmi accumulati...
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Pubblica amministrazione: non serve l'ennesima Riforma ma occorrono invece fondi, personale e una nuova idea del servizio pubblico

stata
Davanti alle lunghe liste di attesa in sanità o all'anagrafe, anche il cittadino più legato al servizio pubblico vacilla, viene meno non solo la pazienza ma anche la fiducia riposta nella Pubblica amministrazione. Anni nei quali hanno fatto solo chiacchere inconcludenti, eppure da quasi 20 anni i Governi succedutisi hanno avviato processi di ristrutturazione e di riforma dei servizi pubblici, processi per altro in continuità tra loro nonostante il diverso colore delle coalizioni politiche. Cogliere delle differenze tra i provvedimenti Brunetta e Madia è veramente difficile, non basterebbe un libro per descrivere la galleria degli orrori. Privatizzazione del rapporto di lavoro,...
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Lo spettro delle pensioni si aggira per lo Stivale

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L'ufficio parlamentare di Bilancio parla di oltre 600 mila lavoratori/trici in uscita dal mondo del lavoro. Preoccupa Confindustria e il Governo l'uscita dal lavoro di chi ha poco più di 60 anni e potrebbe restare produttivo almeno per un lustro, allo stesso tempo l'esigenza di un cambio generazionale, nel privato e nel pubblico, è diventata insopprimibile. I dati Inps dell'ultimo decennio sono poco utili per comprendere il futuro, dubitiamo che la generazione  nata a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta abbia iniziato , in numeri considerevoli come accedeva anni prima, a lavorare a 14\5 anni arrivando a maturare a 60...
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I tecnici che non si trovano: il fallimento dell'alternanza della scuola lavoro e della formazione

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Sulle pagine di alcuni giornali non mancano notizie sconcertanti, ma leggere che mancano tecnici per la industria è francamente singolare visto che per anni sono state regalate alle imprese leggi e normative che avrebbero dovuto consentire loro di reperire la forza lavoro mancante, di formarla adeguatamente per inserirla poi, sottopagata, negli organici effettivi.Se è vero che nei prossimi 5 anni le imprese italiane hanno bisogno di 469mila tecnici, bisognerebbe capire prima cosa intenda fare Confindustria per la formazione di queste professionalità. Il nostro paese è carente e spesso in grave ritardo nei percorsi formativi, nelle politiche attive del lavoro, i programmi...
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Nota di aggiornamento del documento economico e finanziario del Governo: prime considerazioni

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In tempi storici diversi dagli attuali ma ormai lontani, a seguito della pubblicazione del documento economico e finanziario del Governo, sarebbe partita una discussione seria in ambito politico e sindacale, economisti e studiosi si sarebbero messi a disposizione con le loro conoscenze per una lettura critica da trasmettere, e discutere, collettivamente. Ma oggi non solo le conoscenze vengono spese per le carriere universitarie ma ormai sono ben pochi gli intellettuali organici a percorsi di analisi conflittuale della realtà. La realtà induce a prendere atto non solo della eclissi di quella che un tempo avremmo definito intellettualità conflittuale, salvo poche e meritevoli eccezioni, ma...
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L'agenda Monti e l'agenda del capitalismo in crisi

L'agenda Monti e l'agenda del capitalismo in crisi
Con l'inizio dell'anno prende il via l'istituzionalizzazione delle politiche di espropriazione e di austerità prevista dal Fiscal Compact. Si tratta di politiche fatte proprie da tutte le principali forze partitiche, garantite anche dalla Carta d'Intenti firmata da PD e SEL. Questa realtà ci impone il definitivo abbandono di tutti quei terreni in cui siamo perdenti da sempre e ci spinge nella direzione della creazione di soggettività politiche autonome dai meccanismi di riproduzione del Capitale e dalle forme della politica dominante.La sostanziale rimozione del Fiscal Compact dal dibattito politico, in particolare da quello pre elettorale, non è per nulla casuale. Questo silenziamento...
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