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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

Governo e condizione dei rider: alcune note iniziali

Governo e condizione dei rider: alcune note iniziali

Dai primi provvedimenti in materia di lavoro e previdenza potremo capire quali siano gli indirizzi del Governo.

Intanto chi pensava alla cancellazione della Fornero dovrà ricredersi e non parliamo solo della Previdenza ma anche di quella normativa iniqua che vieta il reintegro al lavoro in caso di licenziamento illegittimo.

In questi giorni la discussione riguarda i rider e saranno il banco di prova per i primi provvedimenti da intraprendere.

Una recente sentenza ha stabilito il carattere non subordinato della prestazione lavorativa dei rider, la bozza in discussione al Governo va nella direzione opposta.

Se così fosse sarebbe un segnale incoraggiante ma non tutto viene per caso. Infatti la questione è quella contrattuale, quale Contratto Nazionale applicare? Sarà per questo che hanno iniziato a parlare dei salari minimi, trattamento economico minimo lo definiscono, per le prestazioni dei rider ponendo fine al cottimo, considerando quindi lavoro a tutti gli effetti il tempo compreso tra il ricevimento della telefonata e l'espletamento dell’attività, tutti passaggi registrati dalla piattaforma digitale.

Ma un aspetto negativo è il calcolo della indennità di disponibilità fuori da ogni riferimento contrattuale e dal calcolo dei minimi contributivi.

Viene posto un limite alla fascia di reperibilità del rider che non può andare oltre le 11 ore giornaliere.

Non viene cancellato il jobs act ma solo l'articolo specifico sulle collaborazioni organizzate dal committente

I rider quanti sono? La platea interessata è di quasi 1 milione di lavoratori /trici, questi sono i principali contenuti del Testo di legge definito di dignità

Restano insoluti vari nodi che riguardano il jobs act in toto (la cui cancellazione si è persa per strada), il contratto nazionale da applicare, un percorso negoziale con le grandi piattaforme che potranno cambiare parte dei contenuti di questo decreto

E per concludere la sostituzione di un contratto nazionale vero e proprio con una sorta di carta dei diritti, rafforzata da un decreto, come quelle già viste a Bologna e nel Lazio. Passi in avanti verso il riconoscimento della natura subordinata della prestazione lavorativa, ma anche incognite rilevanti che rischiano di pregiudicare la costruzione di una vertenza conflittuale nel settore

 FEDERICO REDAZIONE PISANA

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