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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

La banalità del male

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Non mi fa orrore il sindaco di Lodi che separa i bambini bianchi dai bambini "stranieri" (ammesso che un bambino possa mai essere considerato uno straniero), che li esclude dalla mensa dei bianchi e che li costringe a fare ogni mattina 6 chilometri a piedi perché l'autobus è loro precluso.

Non mi fa orrore l'arresto del sindaco di Riace colpevole di un matrimonio messo in piedi per impedire a una persona di essere mandata via dal Paese.

Non mi fa orrore la circolare del Viminale che deporta un intero paesino ricostruito da zero dai migranti, dove nessuno faceva del male a nessuno e dove è tornata la vita laddove c'erano solo case fantasma e abbandonate.

Non mi fa orrore il Ministro degli Interni che ogni mattina consulta i fatti di cronaca del giorno, butta nel cestino le notizie di italiani responsabili di femminicidi, di stupri, di estorsioni, di rapine, di furti, di spaccio, e dà in pasto ai social solo le notizie di stranieri che si rendono responsabili di quei reati. Per lanciare il messaggio che "sono soltanto loro", che "sono tutti così".

Ciò che mi fa veramente orrore siete voi che avete capito perfettamente cosa sta succedendo, che nel vostro intimo lo avete capito, lo condividete, vi piace, vi sta bene, ma non avendo il coraggio di ammetterlo, a volte nemmeno a voi stessi, vi attaccate vigliaccamente alle motivazioni.

Perché ci sono sempre delle motivazioni. È ovvio che ci siano. I bambini di Lodi mica vengono esclusi dalla mensa perché sono stranieri. No. È perché i loro genitori non sono riusciti a farsi dare dai paesi d'origine i certificati richiesti. E chi li ha ottenuti, spendendo in viaggi tutti i risparmi pur di scongiurare ai propri bambini quell'umiliazione, hanno ottenuto i documenti sbagliati. E mica è colpa del sindaco. Mica è intolleranza o razzismo. È che non sanno farsi dare i documenti giusti.

Le denunce che hanno portato all'arresto del sindaco di Riace mica sono state sporte per razzismo. No. Ma perché il sindaco ha violato la legge. Certo, non ha rubato, non ha preso tangenti, non ha piazzato famigliari, non ha fatto accordi con la mafia, non ha corrotto, non si è fatto corrompere, ma ha fatto sposare due persone che forse non si amavano. E questo non si fa.

E la deportazione di Riace mica ha motivazioni politiche e xenofobe. No! Mai sia! Io che la giustifico, io che la difendo, lo faccio perché quel progetto ha violato tante tante regole. Tipo che mancava una firma qui, era incompleta la banca dati lì, una famiglia era andata a vivere nel civico 22 anziché nel civico 12. O in via Garibaldi anziché in via Cavour. E quindi pazienza, mica è razzismo. È rispetto delle regole.

Questo mi fa orrore.

È questa Italia ipocrita che ad un tratto si sveglia rigorosissima e inflessibile verso chi non rispetta le regole.

L'Italia con l'evasione fiscale più alta d'Europa, con la corruzione più alta d'Europa, l'Italia dei falsi invalidi, dei voti di scambio, della Sacra Corona Unita, delle Ndrine, dei Casalesi, di Cosa Nostra, l'Italia dei codicilli, l'Italia degli abusi e degli abusivismi, l'Italia dei furbi, l'Italia che del "chiudere un occhio" ha fatto il suo articolo 0 della Costituzione, adesso accetta che dei bambini vengano ghettizzati o un intero paesino deportato "perché non hanno presentato bene le carte".

L'intolleranza mi fa schifo. Ma l'intolleranza nascosta dietro l'ipocrisia, quella, quella fa veramente orrore.

Emilio Mola (Brindisi)

Libertà di opinione contro l’obbligo di fedeltà!
I bagliori del crepuscolo, autunno 1980.

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Venerdì, 16 Novembre 2018

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