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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

Dal Patto della fabbrica alla riduzione delle rendite Inail il passo è breve

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La riduzione dei premi Inail merita di essere denunciata con forza e senza fare sconti a chiunque la giustifichi, infatti non solo si favoriscono le aziende che nella manovra di Bilancio percepiscono aiuti e sgravi rilevanti ma vengono colpite le vittime di infortuni sul lavoro e quanti hanno contratto malattie professionali destinando loro meno soldi del passato.

Alla revisione tariffaria si uniscono altre modifiche rilevanti, per esempio si corre il rischio di interventi involutivi da parte della Magistratura che al momento di stabilire il danno dovrà prendere in esame la condotta aziendale prima e dopo i fatti contestati stabilendo anche la riduzione della eventuale somma dovuta, se le risorse economiche del responsabile risulteranno insufficienti.

Nella manovra di Bilancio appena siglata non vengono stanziate le risorse necessarie alle bonifiche ambientali che rappresentano un fattore di pericolo per la nostra salute e dovrebbero essere anche una occasione lavorativa per aziende da impiegare per la messa in sicurezza dell'ambiente.

In ambito sindacale, la firma del Patto della fabbrica, tra padroni e confindustria, lascia insolute innumerevoli questioni, per esempio su questo tema la governance che include parte datoriali e sindacato è un elemento negativo perché sottrae le rivendicazioni in materia di salute, sicurezza, ritmi e tempi di lavoro ad ogni agire conflittuale e rivendicativo. Per essere ancora più chiari è in gioco la stessa natura del sindacato perché molti infortuni, numerose malattie professionali derivano non solo dal mancato rispetto di corrette procedure lavorative ma dallo sfruttamento intensivo a cui i lavoratori sono sottoposti. Se invece il discorso si riduce al rispetto di corrette procedure e buone pratiche si eludono le questioni rilevanti e le problematiche legate alla salute e alla sicurezza diventano argomenti da trattare insieme, padroni e sindacato, senza alcuna distinzione sugli obiettivi da perseguire e sulle scelte da operare.

Quando per anni si aumentano gli orari di lavoro, si deroga alla durata dell'orario settimanale, quando si concorda aumento dei ritmi o si monetizza lo scambio tra salute e salario, non c'è da meravigliarsi se un Governo, privo per altro di culture lavoriste, decide di tagliare premi e rendite Inail. Quanto accade oggi con la Legge di Bilancio è anche il risultato di continui arretramenti culturali e sindacali, di arrendevolezza politica, anche da qui nascono le nostre sconfitte. Sarà il caso di pensarci bene e di cambiare rotta...prima che sia toppo tardi

Federico Giusti – Pisa

 

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