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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

Al liceo Galilei di Pisa gli studenti denunciano le offese ricevute dagli insegnanti

galilei-pisa

La notizia apparsa sulla stampa locale è stata ripresa anche dai media nazionali, parliamo di una pubblica denuncia degli studenti del liceo classico Galilei di Pisa contro i loro stessi docenti

La notizia, al fine di far comprendere quanto stiamo per scrivere, è consultabile anche on line al seguente link: http://www.pisatoday.it/cronaca/insulti-studenti-professori-liceo-galilei-pisa.html

I fatti saranno appurati dagli ispettori ministeriali, l'uso del condizionale è d'obbligo ma bisogna rendere omaggio al coraggio di questi studenti che hanno denunciato alcune situazioni da loro vissute.

La parola degli studenti contro quella degli insegnanti?

Il liceo classico è da sempre una scuola elitaria, frequentata per lo più dai figli delle classi agiate (senza generalizzare), dai suoi banchi è uscita non solo la classe dirigente del paese ma anche attivisti e leaders di movimento.

Nel corso degli anni il prestigio del classico è diminuito, sono intervenuti cambiamenti importanti con lo studio della lingua straniera per i 5 anni, rispetto ai due di un tempo, ma altri cambiamenti sarebbero necessari e auspicabili.

Non è questa la sede per discutere dei programmi di studio della scuola ma prendiamo spunto dal fatto di cronaca per riflettere su tre questioni di grande attualità

  • in questi giorni stanno arrivando decine di provvedimenti disciplinari a carico degli studenti occupanti, chi ha occupato viene ritenuto oggettivamente responsabili di atti di vandalismo che hanno provocato migliaia di danni. Temiamo che i procedimenti in atto siano solo l'inizio e seguiranno denunce penali. I docenti sono i primi a puntare il dito contro gli studenti invocando spesso punizioni esemplari. È venuto meno il ruolo tradizionale dell'insegnante al posto del quale si afferma la visione securitaria del sorvegliante, le occupazioni sono atti illegali e per questo vanno perseguite. Non pensiamo che il corpo docente debba prendere parte all'occupazione ma neppure disinteressarsene o giudicare questi atti un affronto. Le proteste nascono da un fatto reale, ossia dalla condizione di fatiscenza in cui versano gli edifici scolastici con i soldi non stanziati dalla legge di Bilancio. Ne parla un dossier dell'Unione Province Italiane che documenta, città per città, gli interventi necessari con i relativi costi. Perché i sindacati della scuola (nessuno escluso) e i docenti tacciono davanti a questa situazione? Se le scuole cadono a pezzi è un problema dei soli studenti oppure di tutti coloro che operano negli istituti, docenti e non docenti? Il disinteresse verso queste problematiche acuisce la distanza tra studenti e docenti, alimenta un clima di reciproca diffidenza quando su determinati argomenti non dovrebbero esserci divisioni, ma unità di intenti.
  • in questo contesto matura la denuncia degli studenti che accusano i loro professori di atteggiamenti intimidatori e discriminatori. Perché nessun sindacato ha preso posizione al di là di fatti che andranno comunque appurati? Non sarebbe compito del sindacato aprire un dibattito pubblico? Di fronte a circostanziate accuse non sarebbe il caso di aprire un confronto reale sulle modalità di insegnamento, sui ruoli e sui comportamenti da tenere al fine di restituire un ruolo educativo e formativo alla scuola stessa? Se fino da ieri sul banco degli imputati c'erano gli studenti occupanti ritenuti responsabili dei danni recati ai materiali scolastici, oggi sullo stesso banco siedono i docenti del liceo. Vogliamo continuare a gestire i problemi secondo logiche processuali o entrare nel merito delle questioni?
  • la diffidenza dei giovani verso gli adulti ha portato ad una chiusura dei movimenti studenteschi ma le responsabilità di questa situazione ricadono sugli stessi docenti e sui sindacati della scuola silenti verso la fatiscenza dei plessi scolastici e una scuola impoverita da tagli continui e da programmi ministeriali discutibili. La scuola azienda, la scuola del presunto merito degli invalsi sta bene anche ai docenti e ai genitori?

Redazione pisana Lotta continua

 

 

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