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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

Non ci sono misteri nelle bombe della strategia della tensione

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La recente morte di Licio Gelli e il ricordo della strage di Piazza Fontana hanno consentito al circo massmediatico di potersi esercitare nel solito repertorio di consolidate banalità. La storia degli anni 60 e 70 sarebbe stato il campo in cui si sono scontrati “opposti estremismi”, in cui si sono tessute “trame oscure” e occultati “misteri” che non saranno mai chiariti. Per noi non c’è nulla di oscuro nelle bombe sui treni, nelle banche e nelle piazze. Non ci sono misteri nelle trame che hanno agito nel tentativo di chiudere gli spazi all’emergente ondata operaia, studentesca e proletaria di quegli...
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Gli attentati del 12 dicembre 1969 aprono uno dei periodi più bui e drammatici della storia del nostro Paese

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di Giuseppe Muraca Con gli attentati del 1969 e la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre e la morte di Pinelli, si conclude la fase più esaltante del ’68 e dell’autunno caldo e si apre uno dei periodi più bui e drammatici della storia del nostro paese, di grande instabilità politica, con un clima di violenza che ha lasciato dietro di sé una scia di sangue e decine e decine di morti. <<Alla gioiosità del sessantotto, segue la cupezza degli anni settanta, alla creatività dei cortei studenteschi seguono le barriere dei servizi d’ordine>>, la loro militarizzazione. Da quel momento ebbe...
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I ragazzi che volevano fare la rivoluzione. Un libro di Aldo Cazzullo Recensione di Giuseppe Muraca.

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Recensione di Giuseppe Muraca Arricchito da una nuova introduzione, l’editore Sperling & Kupfer ripubblica ad otto anni dall’edizione mondadoriana il libro di Aldo Cazzullo, I ragazzi che volevano fare la rivoluzione, Storia critica di Lotta continua. Si tratta di una scelta editoriale azzeccata perchè è un libro importante, scritto da un ottimo giornalista, animato dalla passione e dalla volontà di conoscere e di capire.   Attraverso le testimonianze dei protagonisti, arricchite dalle riflessioni dell’autore, si cerca di scavare nelle vicende personali e in quella collettiva per seguire il filo di una storia attraverso le fasi più salienti di una stagione...
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A cento anni dal 4 novembre

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Questa nota è stata ispirata da un’intervista rilasciata ieri dal capo di Stato Maggiore, Generale Farina sulla ricorrenza del 4 novembre.  Si sono lette parole così dense di retorica bellicista e nazionaliste da non poter essere lasciate senza replica. Ricorrono i 100 anni dalla conclusione della Prima Guerra Mondiale e naturalmente sono previste al riguardo cerimonie e manifestazioni di ricordo. Mentre lorsignori celebreranno quella che D’Annunzio poi appellò “vittoria mutilata” e che deve essere prima di tutto ricordata come porta aperta sulla tragedia del fascismo, noi rammentiamo qui la memoria di quante e quanti si opposero a un massacro durato...
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1 Novembre 1969 esce il primo numero di Lotta Continua

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Il primo numero di “Lotta Continua” esce a Milano il 1° novembre 1969; 12 pagine a rotocalco, molte foto, fumetti di Giancarlo Buonfino; tiratura: 65.000 copie diffuse con la “vendita militante”. Direttore responsabile è Piergiorgio Bellocchio. “L’idea di questo giornale – è scritto nella presentazione – è quella di trovare i nessi per saldare le lotte operaie con quelle degli studenti, dei tecnici, dei proletari più in generale, in una prospettiva rivoluzionaria”. Il punto di riferimento è la lotta autonoma della Fiat, l’obiettivo è quello di creare “ uno strumento di intervento generale nella lotta di classe, che rappresenti un...
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I bagliori del crepuscolo, autunno 1980.

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ASSEMBLEA AL CINEMA SMERALDO. TORINO 15 OTTOBRE 1980 (…) Infine prende la parola Giovanni Falcone. Il suo discorso è un lucido testamento politico collettivo, filtrato dal linguaggio caldo, diretto, dell’autobiografia: “Un compagno, poche sere fa – racconta a un uditorio fattosi d’improvviso muto – mi diceva: ‘è un fatto storico. Un altro compagno come noi aveva parlato nel 69, stavolta parli tu, e si chiude un’epoca. Allora si apriva, ora si chiude’. Mi lascia l’amaro in bocca questo. Perché per me dodici anni di lotta non sono stati semplicemente dodici anni di lotta così, ma è stata una lunga esperienza...
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Strage di Brescia

Strage di Brescia
Di seguito il link di un opuscolo sulla strage di Brescia pubblicato qualche anno fa. E' indispensabile (molto importante) ricordare che il 20 giugno 2017, la Corte di Cassazione ha condannato all'ergastolo (quindi in via definitiva) per la strage Carlo Maria Maggi, già responsabile per Ordine Nuovo per il Triveneto e Maurizio Tramonte anch'egli fascista di Ordine Nuovo e spia del Sid, con lo pseudonimo di fonte Tritone. Nel 1979 la corte d'Assise di Brescia in una delle istruttorie precedenti quest'ultima, aveva condannato all'ergastolo anche il fascista e 'piccolo malavitoso' bresciano Ermanno Buzzi poi strangolato nel 1981 nel carcere di...
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In ricordo di Franco Serantini

In ricordo di Franco Serantini
Sono trascorsi 46 anni dalla morte di Franco Serantini, anzi dalla sua tragica uccisione. Possiamo parlare di una memoria condivisa? Se per condivisione intendiamo una lettura revisionista degli anni Sessanta e Settanta, preferiamo allora un ricordo di minoranza, non minoritario, un ricordo di quanti vogliono leggere la storia recente e passata con occhio critico, analisi delle fonti e contestualizzazione dei fatti avvenuti ma senza abiure o letture di comodo. Ricordiamo quando a Milano un sindaco pose la lapide in ricordo di Pinelli contrapponendosi a quella affissa dai movimenti negli anni Settanta, oggi capita di ricordare Serantini in ambiti politici e...
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Bologna, marzo 1977

Bologna, marzo 1977
La creta, la selenite e l’arenaria. Di qui nasce il colore di Bologna. Nei tramonti brucia torri e aria. A che punto è la città? La città è lì in piedi che ascolta. Io non dico il privato è politico. Dico anche il privato è politico. A che punto è la città? La città si nasconde le mani. I democristiani non governano l’Italia ma la gestiscono. In trent’anni l’hanno succhiata leccata masticata peggio dei Visigoti e di Attila che correva a cavallo. Al confronto Attila e una farfalla dai novanta colori Questi hanno facce di pesci-tonno, pesci-guerra, pesci-fuoco. A che...
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Sono passati 39 anni dall'assassinio di Francesco: il nostro dolore e la nostra rabbia sono sempre le stesse. La lotta continua!

Sono passati 39 anni dall'assassinio di Francesco: il nostro dolore e la nostra rabbia sono sempre le stesse. La lotta continua!
                                                                                                              (da un documento del 77) Alle 10, assemblea di Comunione e Liberazione: circa 400 persone. Cinque compagni di Medicina, presentatisi all'entrata, vengono malmenati e scaraventati fuori dall'aula. La notizia si sparge nell'università e accorrono una trentina di compagni che vengono dapprima fronteggiati da un centinaio di squadristi ciellini. L'aggressione da parte dei cosiddetti "autonomi" consiste nel lancio di slogan e scambi verbali (ad esempio: "Barabba libero", "Seveso, Seveso"). Scatta la provocazione preordinata: i ciellini si barricano all'interno dell'aula; uno di loro, d'accordo con il prof. Cattaneo, che intanto aveva interpellato il rettore Rizzoli, chiede l'intervento della polizia e dell'ambulanza,...
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Le foibe tra mito e realtà

Le foibe tra mito e realtà
L'istituzione del "giorno del ricordo" nel 2004 da parte del governo Berlusconi con il sostegno del centro-sinistra è stata una operazione politico-culturale tutta orientata a costruire una storia parallela da scagliare contro la "giornata della memoria", la Resistenza, lo stesso 25 Aprile. Tanto che l'attenzione mediatica, ma anche la didattica nelle scuole, al 10 febbraio è perfino superiore a quella del 25 aprile. Si è naturalizzato quest'evento che rovescia la veriità storica su quanto avvenuto sul fronte orientale dove gli italiani diventano martiri del terrore venuto dall'est, quando invece hanno invaso la Jugoslavia, come responsabili diretti di decine di migliaia...
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Perché la campagna di Lotta Continua per l'accertamento della verità sull'assassinio di Pinelli fu giusta

Perché la campagna di Lotta Continua per l'accertamento della verità sull'assassinio di Pinelli fu giusta
Perché la campagna di Lotta Continua per l’accertamento delle responsabilità del commissario Calabresi nella morte del compagno Pinelli fu giusta   Da qualche tempo hanno ricominciato a piovere – grazie anche al film fantasy di Marco Tullio Giordana – ingiurie e menzogne contro la campagna di stampa che Lotta Continua portò avanti per l’accertamento della verità sulla morte del compagno Pino Pinelli e sulle responsabilità del commissario Luigi Calabresi. Oggi come ieri siamo convinti che quella campagna fu giusta e riteniamo che parlarne ora separandola dal contesto in cui avveniva significhi deformare la storia. Pensiamo quindi che sia necessario ricordare, sia pur...
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Non ci sono misteri nella strategia della tensione!

Non ci sono misteri nella strategia della tensione!
La recente morte di Licio Gelli e il ricordo della strage di Piazza Fontana hanno consentito al circo massmediatico di potersi esercitare nel solito repertorio di consolidate banalità. La storia degli anni 60 e 70 sarebbe stato il campo in cui si sono scontrati “opposti estremismi”, in cui si sono tessute “trame oscure” e occultati “misteri” che non saranno mai chiariti. Per noi non c’è nulla di oscuro nelle bombe sui treni, nelle banche e nelle piazze. Non ci sono misteri nelle trame che hanno agito nel tentativo di chiudere tutti gli spazi all’emergente ondata operaia, studentesca e proletaria di...
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Il romanzo di Tullio Giordana

Il romanzo di Tullio Giordana
“QUELLA SERA A MILANO ERA CALDO...” (da LOTTA CONTINUA, aprile 2012) A proposito del film “Romanzo di una strage”   Prima ancora di uscire nelle sale cinematografiche, il film di Giordana aveva già suscitato un ampio confronto, con toni anche aspramente polemici, a proposito dei suoi contenuti, della sua attinenza alla realtà, prima ancora che sulla qualità filmica. Non poteva che essere così. “Romanzo di una strage” è un film che intende ricostruire le vicende che, partendo dalla strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969), giungono all'omicidio di Luigi Calabresi (17 maggio 1972). Il titolo è una citazione di un...
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Quella sera a Milano era caldo…

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Pasquale Valitutti, Lello, è un testimone “fantasma”, lo è da 45 anni. Lello è l’unico testimone non appartenente all’Ufficio Politico, non appartenente a nessuna forza di polizia, presente nel piano della Questura milanese da cui venne “suicidato” Pinelli, Pino. Da 45 anni Lello continua a ribadire con fermezza la sua verità perché “la verità non ha una sua variabilità”. Prima del 15 dicembre 1969, non conoscevamo Pinelli. Poi diventò uno di noi, per noi diventò la “Vittima” di quella “strategia della tensione” che fu agita dalle classi dominanti contro le nostre lotte e le nostre speranze. Riportiamo una parte di...
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Tonino Miccichè: la memoria del presente

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Trentotto anni fa, nel quartiere della Falchera, a Nord di Torino, nel corso della più grande occupazione di case della Città, veniva assassinato Tonino Miccichè da una guardia giurata iscritta alla Cisnal, il sindacato fascista del tempo. Da tre anni ricordiamo Tonino; la nostra non è un’operazione “memorialista”. Vogliamo richiamare la memoria di un compagno che, nella sua breve vita, ha sintetizzato un percorso di lotte proletarie condotte in attacco fra la fine degli anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta. Per LOTTA CONTINUA Tonino personifica uno dei passaggi più intelligenti della sua pratica politica: l’elaborazione e la...
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Trentanove anni fa l’assassinio di Mario Lupo: un giovane partigiano degli anni settanta

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Sono passati 39 anni da quella sera del 25 agosto 1972 in cui una squadra di neofascisti aggredì a Parma due compagni, ferendone gravemente uno e colpendo a morte Mario Lupo, militante di Lotta Continua. Quest’omicidio va collocato dentro un contesto generale segnato dalla presenza di robusti movimenti nelle fabbriche, nelle scuole, nel sociale, che reclamano radicali cambiamenti sociali e politici. Questa domanda di trasformazione che si scontra con una forte azione repressiva portata avanti dai diversi corpi del comando capitalista con l’appoggio delle squadre neofasciste del Movimento Sociale Italiano attorno cui ruota una galassia di gruppetti di picchiatori e...
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