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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

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25 Aprile tra antifascismo e antiautoritarismo. La retorica non ci piace

partigia

Questo post farà discutere, indignerà provocando rabbia e incazzature ma non possiamo fare diversamente.

Per chi naviga in rete ed è avvezzo di social, il 25 Aprile significa post e interventi pro e contro la celebrazione di questa giornata, pro o contro il fascismo fino alle dichiarazioni di chi oggi parla del 25 Aprile della ricostruzione.

Veniamo da anni nei quali politici e giornalisti hanno fatto di tutto per cancellare, o stravolgerne il significato, questa giornata, da Festa della Liberazione a Festa della libertà fino a chi vorrebbe eliminarla del tutto e celebrare, a Maggio, l'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale.

Il 25 Aprile si celebra la Liberazione dal Nazi Fascismo, la fine della Guerra, delle Leggi Razziali. Su questo punto non si torna indietro a meno di manipolare la storia. Se qualcuno non concorda sarà il caso che prenda atto dei fatti e sia intellettualmente onesto perché probabilmente dopo l'8 settembre 1943 avrebbe scelto di stare con la Repubblica Sociale italiana e quindi dalla parte degli oppressori.

Allo stesso tempo è inutile negare che l'Italia fascista si sia trovato ad un tratto antifascista, i voltagabbana sono sempre esistiti soprattutto in tempi di guerra.

È altrettanto vero che all'indomani della Resistenza, molti partigiani subirono epurazioni, carceri e persecuzioni perché si ribellarono al ritorno alla normalità con tanti fascisti che recuperarono (sotto l'egida della DC e soprattutto del coacervo di interessi presto cementificato dalla Nato) posti di comando nelle autorità statali e Prefettizie. 
Del resto come non ricordare la sfida di Sandro Pertini che rifiutò di stringere la mano al Questore di Milano, Guida, ai tempi di Piazza Fontana per il suo passato fascista?

Se proprio dobbiamo ricordare il passato, e vorremmo farlo con la storia orale e scritta , con le ultime testimonianze dal vivo ma senza quella retorica stucchevole in voga da troppo tempo, ricordiamo i partigiani epurati e quanti furono costretti ad emigrare all'estero con mandati di cattura democratici, quei partigiani che all'indomani del 25 Aprile non si arresero all'idea che i fascisti travestiti tornassero protagonisti nella stagione democratica, nel paese liberato contro il quale quei fascisti avevano combattuto.

Alle celebrazioni ufficiali del 25 Aprile nella storia italiana abbiamo trovato gli impresentabili, una categoria che annovera sostenitori della Loggia massonica P2, sostenitori di Gladio e della Nato, ex esponenti del MSI che venne fondato dai reduci di Salò, i fautori delle leggi emergenziali degli anni Settanta e Ottanta, leggi che sono ancora vigenti e all'occorrenza utilizzati. Non a caso il codice Rocco di epoca fascista è transitato nella Legislazione democratica ed è servito per restringere gli spazi di democrazia e partecipazione.

Ma tra i celebranti annoveriamo anche politici di "sinistra" desiderosi di stravolgere i contenuti e la memoria della Liberazione, è bene ricordarlo sempre e comunque.

Ma il 25 Aprile 2020 sarà all'insegna del ritorno alla normalità e della ricostruzione post pandemica?

Anche su questo dissentiamo perché il ritorno alla normalità significherebbe tornare alle privatizzazioni, alle liberalizzazioni, alla sanità tagliata, ai posti letto soppressi dalle Regioni, alle ruberie sulla sanità, a una situazione che non rimpiangiamo perché tra le cause delle migliaia di morti.

Negli ospedali si entra sani e si esce malati, o morti, e non per responsabilità del personale sanitario ma perché la sanità è stata semi distrutta, mancavano dispositivi di protezione individuale per gli operatori, si trasferivano malati di Covid 19 nelle Rsa dove hanno provocato morti e panico.

Tornare alla normalità significherebbe rinunciare ad individuare responsabilità e colpe della strage ancora in corso, per questo il ritorno al passato non ci piace.

Ricostruire poi cosa e per chi? Per gonfiare i portafogli degli speculatori finanziari che hanno decuplicato i loro capitali dal 2008 ad oggi mentre il potere di acquisto dei salari perdeva sempre piu' peso e mentre i servizi pubblici venivano ferocemente attaccati?

Di questo allora bisogna parlare, senza retorica e senza omissioni, farlo almeno per onestà intellettuale e per non saltare sul carro dei vincitori di turno proprio come fecero i voltagabbana fascisti che all'indomani della Liberazione si tolsero la camicia nera per indossare quella bianca e ritornare ai loro posti di comando.

Buon 25 Aprile a tutti/e, senza retorica, falsi storici e con la mente rivolta al presente.

https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com

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