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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

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Solidarietà agli inquisiti e agli arrestati della rivista anarchica Bezmotivny!

Siamo abituati a inchieste giudiziarie con accuse e contestazione di reati gravissimi che a fine dell'iter processuale si dimostrano castelli di sabbia. Le modalità di azione delle Procure seguono sempre lo stesso canovaccio: si contestano reati gravissimi o semplicemente l'associazione sovversiva con finalità di terrorismo, si arrestano uomini e donne ricorrendo a quella carcerazione preventiva (che da eccezionale è diventata la norma, specialmente per i militanti politici), trasformando “reati” d’opinione in azioni sovversive. Senza alcuna prova concreta si privano della libertà uomini e donne che sovente perdono anche il posto di lavoro, la fonte di sostentamento loro e delle famiglie e si vedono sbattuti come mostri sulle prime pagine dei giornali e dei tg.

Questa volta è toccato a redattori/trici e collaboratori della rivista di orientamento anarchico Bezmotivny: 4 arresti e 5 obblighi di firma, nonostante le pubblicazioni del quindicinale fossero terminate da qualche mese.

Non conosciamo gli atti dell'inchiesta che ha portato all'arresto di compagni anarchici tra Toscana e Umbria, e leggiamo increduli di un circolo di Carrara, intitolato a un partigiano e antifascista che giovanissimo combatté contro i regimi di Mussolini e di Franco in Spagna e proseguì la sua storia militante partecipando alle lotte sociali e sindacali degli anni Sessanta e Settanta, chiuso perché ritenuto una sorta di covo, di centro nevralgico della sedizione.

In quel circolo si sono ritrovati molti anarchici che all'indomani della Seconda guerra mondiale vennero incarcerati per anni e trattati alla stregua di criminali comuni, oggi si ritrovano anarchici e libertari attivi contro il Green pass e feroci nemici di ogni autoritarismo, che conducono le loro battaglie alla luce del sole come palese è il loro impegno contro la guerra e le devastazioni ambientali. In tempi nei quali si nega la verità giudiziaria sulle stragi di stato può capitare che esponenti anarchici diventino i capri espiatori di presunte trame eversive e finiscano in carcere in attesa di conoscere il loro destino. Gli anni passano ma la caccia alle streghe è sempre la stessa. Solidarietà agli inquisiti e agli arrestati. Siamo tutti sovversivi!

Redazione di Lotta Continua

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