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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

Cinque cose da sapere sulla carovana dei migranti

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Pubblichiamo un appello lanciato dall'American Anthropological Association.


 Siamo antropologi che lavorano abitualmente con migranti e rifugiati, molti dei quali stanno fuggendo per salvare la vita. Vogliamo quindi impostare la questione in modo chiaro. 

Conduciamo ricerche con i migranti in Centro America, Messico, Stati Uniti e nel resto del mondo; alcuni di noi hanno fatto parte di carovane dei migranti. Lavoriamo con queste popolazioni – i nostri confidenti, i nostri partner di ricerca, e amici – da decenni.

I migranti provenienti dal centro America e del Messico hanno affrontato il razzismo sistematico e le discriminazioni delle amministrazioni Usa per lungo tempo, da Thedore Roosvelt a Ronald Reagan fino a Barack Obama.

Tuttavia, troviamo la retorica dell’amministrazione Trump riguardo all’attuale carovana dei migranti particolarmente pericolosa e palesemente falsa. Vogliamo correggere quindi 5 falsità che l’amministrazione ha promosso nei confronti di persone in fuga da violenza e persecuzioni nei loro paesi di origine:

 

  1. Non ci sono “terroristi” all’interno della carovana

Sia Donald Trump che Michael Pence hanno dichiarato pubblicamente che ci sono “mediorientali” e “terroristi” nella carovana dei migranti. Queste affermazioni non sono solamente false – il che implicherebbe un certo grado di buona fede – ma sono, oltretutto, palesemente assurde e razziste.

Non esiste alcuna evidenza di terroristi infiltrati in questa o in nessun’altra carovana, e equiparare i “medio-orientali ai “terroristi” è una forma di razzismo pericolosa e motivata politicamente. Se anche ci fosse una famiglia in fuga dalla violenza in Siria fianco a fianco con una famiglia dell’Honduras, perché’ dovrebbe essere così importante?

Queste bugie oscurano la reale solidarietà praticata sul campo, che include i tanti cittadini messicani e guatemaltechi che hanno sfamato e dato rifugio ai migranti lungo il loro cammino. Incoraggiamo il pubblico e i politici degli Stati Uniti a rispondere alle persone in fuga dalle persecuzioni e dalla violenza con compassione e sollecitudine.

  1. Le carovane dei migranti non sono “organizzate da Democratici per danneggiare i Repubblicani”.

Nonostante le carovane siano state dipinte come “l’uomo nero” dall’amministrazione Trump e da alcuni media statunitensi, in America Latina (e in Italia ndr) la parola “carovana” indica qualcosa di simile a un gruppo di pellegrini che viaggiano insieme alla ricerca di benessere spirituale e salvezza personale.

Carovane dei migranti si sono formate in America Latina per oltre un decennio – durante le amministrazioni Bush, Obama e Trump. Anzi, ci sono meno carovane oggi che in passato. Le carovane non sono “partigiane” e non sono finanziate dai democratici. L’attuale carovana è stata organizzata da un piccolo gruppo di honduregni attraverso i social media e il passaparola senza supporto di alcun professionista o istituzione esterna. Tuttavia, queste carovane sono salite alla ribalta negli Stati Uniti solo dopo che l‘amministrazione Trump ha iniziato a diffamarle.

Per anni, il governo messicano ha deportato migranti e specialmente bambini, senza alcun processo, e ha volontariamente ignorato gli assassinii e la scomparsa di migliaia di migranti centroamericani. Per questo le carovane permettono ai migranti di rendere visibile le loro sofferenza e la loro umanità. Viaggiando insieme ottengono sicurezza e la visibilità necessarie per rivelare gli abusi dei diritti umani subiti.

  1. Il governo dell’Honduras “finanzia” la carovana dei migranti.

La carovana dei migranti è stata organizzata da preti di strada e migranti in prima persona, e non e’ mai esistita carovana preparata dall’Honduras, dal Messico o da alcun altro governo.

A tal proposito, nel 2009, il Dipartimento di Stato USA ha supportato il colpo di stato militare che rovesciò il presidente dell’Honduras democraticamente eletto Manuel Zelaya. I servizi pubblici del paese – incluse l’istruzione e la sanità pubblica – sono state decimate dai regimi che da allora si sono susseguiti. L’Honduras è diventato sempre più instabile, con le forze paramilitari e i cartelli in costante lotta per il controllo del paese. Migliaia di persone sono state deportate, e attivisti come Berta Caceres uccisi per aver pubblicamente denunciato questa drammatica situazione.

Le dichiarazioni cospirazioniste dell’amministrazione Trump sul fatto che la carovana sia organizzata da oscuri attori governativi sono palesemente false. Al contrario, l’Honduras ha tentato di chiudere i propri confini per evitare che i suoi cittadini lasciassero il paese, in diretta violazione del diritto internazionale.

E’ a causa dell’impatto del colpo di Stato supportato dagli Usa e dalle massicce frodi elettorali che individui e famiglie hanno organizzato questa carovana in Honduras, fuggendo dalle proprie abitazioni per salvare la vita.

  1. Gli Stati Uniti non stanno già spendendo denaro per aiuti umanitari in Centro America.

Quasi tutti gli aiuti monetari inviati in Centro American passano attraverso la “Alleanza per la Prosperità”, a cui l’amministrazione Obama ha aderito nel 2015, con lo scopo di scoraggiare le popolazioni del Centro America dal lasciare le proprie abitazioni. Molti di noi si sono uniti alle popolazioni centroamericane per denunciare pubblicamente l’Alleanza perché la maggioranza dei suoi fondi sono stati utilizzati per finanziare programmi di privatizzazioni e contractors militari, spesso provenienti dagli Usa.

Prevedibilmente, invece che prosperità, questa militarizzazione ha ottenuto solo un aumento esponenziale della violenza contro le popolazioni centroamericane. Gruppi militari apparentemente addestrati e armati per combattere le gang e la corruzione governativa si sono frammentati in milizie ben organizzate. Invece che aiutare le popolazioni in difficoltà, hanno attivamente aiutato a rendere i loro paesi invivibili.

  1. Non è possibile per la carovana dei migranti “tornare nel paese di origine e fare richiesta per la cittadinanza (USA)

Nessuno può fare domanda di cittadinanza americana al di fuori della degli Stati Uniti. Mentre ci possono essere altri meccanismi per ottenere alcune forme di protezione legale, i migranti devono essere presenti all’interno del territorio USA per fare domanda di cittadinanza e asilo. Anche allora, il processo di elaborazione della domanda di asilo dura in genere anni e spesso costringe i richiedenti asilo a lunghi periodi di detenzione e sorveglianza. Nonostante tutto ciò sia di dominio pubblico, sembra che questa sia situazione sia completamente ignorata dall’amministrazione Trump. Addirittura gli Stati Uniti spendono ogni anno oltre 100 milioni di dollari per il “Southern Border Plan”, che finanzia il Messico per catturare e deportare i migranti centro americani. Questi “esternalizzazione” dei confini creano un precedente pericoloso e inquietante che viola i diritti umani e infrange il diritto internazionale.

Noi ci schieriamo con fermezza contro gli sforzi degli Stati Uniti per evitare che i cittadini centroamericani esercitino il loro diritto di cercare rifugio e sicurezza in un altro paese. Il fatto che Donald Trump abbia dichiarato che non permetterà alla carovana dei migranti di fare domanda di asilo e che invierà truppe Usa al confine per impedirlo viola direttamente il diritto internazionale, il quale garantisce che chiunque sia oggetto di persecuzione e violenza nel proprio paese di origine abbia il diritto di cercare protezione all’estero.

Questa posizione del governo USA non solo è disumana, ma è anche la negazione di una ben documentata storia di interventi statunitensi in Centro America, portati avanti attraverso evidenti politiche colonialiste, di sfruttamento industriale e interventi militari. Questa lunga storia di interventismo USA è causa diretta delle condizioni che impongono a individui e famiglie di fuggire dai propri paesi.

Le persone che in viaggio con la carovana dei migranti stanno cercando protezione da violenze e persecuzioni, come tanti altri nel corso della storia. Costoro non sono i nostri nemici. Sono esseri umani come noi. Sono i nostri vicini e meritano protezione e accoglienza.

 

c.

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