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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

La beffa della quota 100

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Riprendiamo integralmente la nota Ansa di poche ore fa

"Chi optasse per quota 100 subirebbe una riduzione della pensione lorda rispetto a quella corrispondente alla prima uscita utile con il regime attuale da circa il 5 per cento in caso di anticipo solo di un anno a oltre il 30 per cento se l'anticipo è di oltre 4 anni". È il calcolo dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio, illustrato dal presidente Giuseppe Pisauro in audizione sulla manovra, in cui ha sottolineato anche che la platea potenziale per il 2019 sarebbe di "437.000 contribuenti attivi". Se uscissero tutti ci sarebbe un "aumento di spesa lorda per 13 miliardi".

Sono conti fatti dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio che ha redatto alcune simulazioni. 5 anni di anticipo della pensione, rispetto alla Legge Fornero, comporterebbe oltre 500 euro di perdita. Fatti due conti allora chi andrà in pensione approfittando della quota 100? Ben pochi e quello che per mesi abbiamo detto, ossia che l'impianto della Legge Fornero, sarebbe rimasto in piedi, si è presto avverato.

Chi urlava in campagna elettorale promettendo la cancellazione della Fornero viene oggi contraddetto dal fatto che applicando l'anticipo della pensione, con la quota 100, si faranno ricadere gli oneri prevalentemente sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici a cui decurteranno l'assegno previdenziale di decine, anzi di centinaia di euro.  È evidente che un anticipo dell'età pensionabile non possa avvenire con questi costi e a certe condizioni, specie se le pensioni saranno calcolate ancora con quel sistema contributivo che penalizza fortemente le pensioni. Un’ autentica beffa ai danni di lavoratori spesso con quasi 40 anni di contributi che dovranno rinunciare all'anticipo della pensione se non vogliono essere costretti a trovarsi un impiego una volta in pensione, giusto per mantenere quel potere di acquisto che consenta una vecchia dignitosa.

Un’autentica vergogna, una beffa ai danni della forza lavoro!

Federico Giusti – Lotta Continua Pisa

Pubblicato da Delegati e Lavoratori Indipendenti Pisa

 

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