Accedi al tuo account

Nome utente *
Password *
Ricordami

«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

Prendersi cura tanto da scioperare: lo sciopero delle insegnanti negli Stati Uniti

teachers_strike

 

DI: Tithi Bhattacharya*

La scorsa settimana le insegnanti di Los Angeles hanno scioperato. Questo dopo un anno di rivolte delle insegnanti - dall'ondata di sciopero della primavera del 2018 in West Virginia, Arizona e Oklahoma, allo sciopero storico delle insegnanti delle scuole private di Chicago. Tithi Bhattacharya spiega perché le insegnanti hanno scioperato in questo ultimo anno dal punto di vista della riproduzione sociale.

Oggi (18 gennaio, ndr) più di 30.000 insegnanti stanno scioperando a Los Angeles. In diverse scuole, ci sarà un'azione di solidarietà da parte di assistenti, bidelle, lavoratrici del servizio di ristorazione, conducenti di autobus e di altri lavoratrici sindacalizzate che forniscono servizi di supporto essenziali nel comparto scolastico. Lo sciopero di Los Angeles arriva sulla scia di una serie di scioperi delle insegnanti negli Stati Uniti, un'ondata straordinaria che è iniziata con l'azione selvaggia delle insegnanti della West Virginia nel febbraio 2018. Lo sciopero in West Virginia è stato seguito da quelli in Oklahoma, Arizona, Colorado, Kentucky e Carolina del Nord.

Questo testo è uno tentativo non tanto di capire (a) il motivo per cui lo sciopero è apparso di nuovo nel panorama politico degli Stati Uniti, ma piuttosto per (b) esplorare la forma dello sciopero in un contesto che secondo molti ospitava solo le macerie del potere della classe operaia. La risposta alla prima domanda è adeguatamente offerta dalle brutali condizioni lavorative neoliberiste. Questo è il motivo per cui è più importante riflettere sul secondo aspetto, al fine di giungere a quello specifico grado di comprensione che permetterà allo sciopero di diffondersi, nutrendosi nel frattempo delle storie del suo proprio passato mentre traccia il cammino dei nuovi futuri.

Perché le insegnanti e perché ora?

La testimonianza orale delle insegnanti mostra chiaramente perché sono in rivolta. Innanzitutto ci sono i molteplici lavori: le insegnanti hanno il 30% in più di probabilità di avere più di un lavoro in contemporanea rispetto ad altri lavoratori, secondo il Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti. Ci sono testimonianze arrivate dall'Oklahoma, uno degli stati con gli stipendi più bassi per le insegnanti, di insegnanti che avevano sei lavori.

In secondo luogo, le infrastrutture fatiscenti: le insegnanti dell'Arizona hanno scattato foto delle loro classi, coordinati dalla National Education Association. Il titolo del rapporto NEA dovrebbe dare un'idea del suo contenuto: "Topi, muffa e altro: uno sguardo dentro le aule dell’Arizona".

Il contesto traballante che ostacola l'educazione pubblica negli Stati Uniti è il risultato del taglio dei fondi, portato avanti da repubblicani e democratici allo stesso modo. Un recente studio ha rilevato un taglio del sostegno statale del 7% o più per studente nell'ultimo decennio in almeno 12 stati. Sette di questi Stati -Arizona, Idaho, Kansas, Michigan, Mississippi, North Carolina e Oklahoma- hanno tagliato le tasse sul reddito per milioni di dollari ogni anno, invece di ripristinare i finanziamenti per l'istruzione, per non parlare di investire in essa. La spesa media nazionale per studente per anno è attualmente di $ 11.000. Ma l'importo speso per studente nei distretti più poveri è di $ 1.200 in meno. Mentre i distretti che ospitano il più alto numero di studenti di colore ricevono un totale di $ 2.000 in meno rispetto a questa media annuale.(1) Il messaggio per i giovani di colore è chiaro: l'unico servizio pubblico gratuito al quale siete benvenuti è il sistema carcerario.

A questo mix tossico si aggiungono prove di valutazione vincolanti, sistemi di responsabilità punitivi e una didattica così stretta che lascia alle insegnanti poca creatività pedagogica, e così assistiamo a un esodo di massa di insegnanti dalla professione o all’esaurimento estremo di quelle che rimangono. Lo studio di Alyssa Dunn sulle lettere di dimissioni delle insegnanti della scuola pubblica fornisce un'accusa feroce al sistema educativo neoliberista. Un insegnante inquadra la sua ragione per lasciare la professione in questo modo:

"Mi rifiuto di essere guidato da una gerarchia verticale. Mi rifiuto di essere un amministratore non retribuito di test sul campo che sfruttano i bambini in nome del profitto. Mi rifiuto di sentire parlare ancora di quanto sia importante differenziare i nostri percorsi formativi mentre prepariamo i nostri figli a test tutt'altro che differenziati. Mi rifiuto di sottoporre gli studenti a ogni ridicolo test standardizzato che lo stato e/o distretto pensano sia importante. Mi rifiuto di vedere le mie lezioni di alto livello e di pensiero critico distrutte da valutazioni insignificanti."

E questo era il motivo per cui, nella lettera, conclude: "Lascio senza rimorsi e senza ripensamenti. Lascio. Lascio. Lascio! "

Questi rifiuti personali e individuali alla fine si sono coagulati durante la primavera scorsa in un rifiuto collettivo: l'ondata di sciopero.

Il contesto politico

Dobbiamo inserire l'ondata di sciopero degli Stati Uniti in un quadro globale di scioperi delle insegnanti per dare un senso alla sua piena importanza e potenza. Proprio l'anno scorso,le insegnanti algerine erano in sciopero a febbraio e all'inizio di marzo per i tagli alla spesa pubblica causati dalla caduta dei prezzi dell'energia. Le insegnanti in Tunisia, culla della primavera araba, hanno fatto uno sciopero indefinito ad aprile per protestare contro le misure di austerità imposte dal Fondo Monetario Internazionale e accolte favorevolmente dalla classe dirigente tunisina. Le insegnanti di tutta l'America centrale e del Sud hanno scioperato durante i mesi di marzo e aprile. In Argentina hanno richiesto un aumento del salario del 20%; 16.000 insegnanti a Chihuahua, in Messico, sono usciti nelle piazze a marzo, unendosi agli scioperi delle insegnanti a Oaxaca, Chiapas e Michoacán. Scioperi simili si sono verificati a Carabobo, in Venezuela, e in diversi stati del Brasile per aumentare le retribuzioni e in difesa delle pensioni. In Francia, le insegnanti si sono uniti ai loro altri compagni nel settore pubblico e hanno scioperato contro la proposta di modifica di Macron alle leggi sul lavoro.

Questo elenco di rivolte è in realtà un localizzatore GPS per la mappa del neoliberismo. Ogni punto sulla mappa appare a causa di un insieme di problemi notevolmente identici: mancanza di risorse dovute a tagli ai servizi pubblici, mancanza di approvvigionamento sociale, escalation e / o proliferazione di vari mezzi per controllare le condizioni e aumentare i tempi di lavoro.

Mentre possiamo certamente parlare di una rivolta generalizzata che prende forma contro l'austerità, è altresì importante prestare attenzione alla specificità della rivolta delle insegnanti. Le insegnanti, come le infermiere, lavorano in quello che l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) chiama settore dell'assistenza, ma che io chiamerei il settore della riproduzione sociale dell'economia formale. L'occupazione femminile è particolarmente significativa in questo settore. Secondo l'OIL, la forza lavoro nel settore dell’assistenza a livello globale conta 381 milioni di lavoratori/tirci che rappresentano l'11,5% dell'occupazione globale totale e il 19,3% dell'occupazione femminile globale. Le donne costituiscono i due terzi dell'assistenza a livello globale, i numeri salgono a tre quarti nelle Americhe, in Europa e Asia centrale. La maggior parte delle lavoratrici che fanno questo lavoro di riproduzione sociale formale sono impiegate nell'educazione (123 milioni) e nel lavoro sanitario e sociale (92 milioni).

Le lotte nel settore della cura o della riproduzione sociale sono oggi particolarmente esplosive. Poiché il neoliberismo richiede più ore di lavoro salariato per famiglia e meno sostegno pubblico alla previdenza sociale, esercita un'enorme pressione sulle famiglie e in particolare sulle donne delle famiglie. Le lotte nell’ambito della riproduzione sociale e della cura hanno quindi assunto un rinnovato significato nell'era neoliberista.

In particolare negli Stati Uniti, il settore della riproduzione sociale ha avuto, come ha dimostrato Kim Moody, una significativa espansione anche nel decennio successivo alla grande recessione. Infatti, Moody ha incluso nella sua definizione di "nucleo" della classe operaia industriale il "numero crescente di lavoratori impiegati per mantenere e pulire il capitale fisso", la grande concentrazione di lavoratori/trici coinvolti nel "lavoro di riproduzione" come le lavoratrici ospedaliere, e, sebbene non all'interno del "nucleo", egli indica il potenziale militante delle insegnanti. (2)

Rimangono, tuttavia, profonde sfide strutturali per valutare pienamente la crisi del settore della riproduzione sociale.

È chiaro che non si può riproporre un racconto alla Harry Braverman sui processi di "riproduzione della forza lavoro", come hanno fatto Braverman o Michael Burawoy riguardo ai luoghi di lavoro, ovvero come la produzione di merci. I regimi disciplinari, benché presenti, sono molto diversi. Quindi, cosa significa? Certamente, non significa che il capitale rinunci al controllo sui processi di riproduzione della forza lavoro. Ma che forma prende questo controllo? In che modo plasma la società e coloro che producono ricchezza per il capitale nella società?

Sorvegliare e Punire

L'ininterrotto intervento del neoliberismo nell'educazione pubblica è legato alla crisi di sovra-accumulazione e redditività che il sistema ha sviluppato durante la fine degli anni '60 e che deve ancora superare. Di fronte alla crisi, le tre strategie chiave del capitalismo sono state: (a) mantenere la crescita attraverso il finanziamento del debito che ha portato a bolle di credito insostenibili come quella del settore immobiliare; (b) ricercare nuovi terreni per gli investimenti, come ad esempio nelle imprese precedentemente di proprietà statale; (c) attuare massicci aggiustamenti strutturali per tagliare la spesa sociale e imporre austerità; le ultime due mosse hanno implicazioni dirette per la rivolta delle insegnanti.

Le manovre del capitalismo per risolvere la sua crisi possono essere viste più chiaramente nei recenti sforzi compiuti dalle grandi aziende per entrare nel terreno dell'istruzione pubblica, cercare di commercializzare il settore e di conseguenza imporre su di esso le discipline di mercato. John Bellamy Foster, tra gli altri, ha raccontato i vari modi con cui le corporation e i politici a loro servizio stanno tentando di "stabilire un sistema scolastico mercificato, portando sempre più l’istruzione nel terreno del mercato". Imprese come la Fondazione Bill e Melinda Gates, la Walton Family Foundation, la Michael and Susan Dell Foundation sono alcuni dei principali investitori nel settore dell'istruzione. Hanno perfino inventato il termine grottesco "venture philanthropy" [filatropia di rischio, ndt] - derivante dal venture capitalism - per auto-definire le proprie attività nel settore sociale.

Il risultato è stato quello che John C. Antush ha correttamente identificato come la taylorizzazione dell'istruzione in cui le insegnanti sono sempre più dequalificati, il loro lavoro decomposto in parti insignificanti ma distinte, mercificabili, e le loro condizioni di lavoro sottoposte a un intenso controllo manageriale fornendo poco o nessun supporto per le insegnanti stessi. Le prove di valutazione decisive, in cui le prestazioni degli studenti sono strettamente legate alla valutazione delle insegnanti e in ultima analisi determinano la sicurezza del lavoro di questi, sono state l'arma scelta del neoliberismo in questa battaglia.

Nel frattempo, secondo uno studio del National Center of Education Statistics, oltre il 95% delle insegnanti della scuola pubblica spende soldi propri per pagare materiali scolastici. Lo studio ha rivelato che le insegnanti spendevano ogni anno 480 dollari di tasca propria per materiali per le loro aule scolastiche, stremate dalla mancanza di finanziamenti pubblici, e che le insegnanti dei distretti ad alto tasso di povertà spendevano più delle loro colleghe in distretti più ricchi. (3)

Questa angosciante narrazione del controllo capitalista sulle condizioni di lavoro di una forza lavoro in gran parte femminile è ulteriormente aggravata dal fatto che le tecniche per accelerare e razionalizzare la produzione non possono essere facilmente rintracciate per quanto riguarda il settore della riproduzione sociale in generale e nel caso delle insegnanti in particolare. L'economista femminista Nancy Folbre ha sottolineato che le prestazioni sono particolarmente difficili da misurare per le "professioni genderizzate" (ad esempio salute, istruzione, assistenza all'infanzia). Gli uomini hanno maggiori probabilità di entrare in posti di lavoro con "un chiaro quadro di valutazione delle prestazioni, anche se il lavoro di polizia e militare (anche essi altamente genderizzati) sono delle eccezioni".

Ad esempio, come si può quantificare, in senso neoliberista, il lavoro delle insegnanti che svolgono svariati compiti oltre al semplice insegnamento in classe? Molte delle scuole unificate di L.A., in procinto di scioperare, non hanno un' infermiera o una bibliotecaria a tempo pieno - il sindacato chiede una bibliotecaria a tempo pieno per ogni scuola media e superiore e un' infermiera a tempo pieno per ogni scuola. Le insegnanti svolgono frequentemente questi compiti aggiuntivi per il bene dei loro studenti, il cui benessere è la loro preoccupazione principale.

Questo è un panorama tetro, popolato da lavoratrici e lavoratori del settore di cura, per lo più donne, il cui genere, razza e sessualità sono brutalmente resi operativi per rafforzare il controllo neoliberista.

Ma questo non è un quadro completo. Le tecniche di "razionalizzazione della produzione" hanno implicazioni e impatti molto diversi nel settore della riproduzione sociale rispetto ad altri settori della produzione capitalistica.

Quando le tecniche di velocizzazione della produzione vengono applicate a lavoratori che producono, per esempio, parti di automobili, hanno un impatto devastante sui/lle lavoratori/trici – sul loro corpo e sul loro spirito-, ma non hanno impatto sulle parti di automobili prodotte. A differenza del lavoratore industriale, le lavoratrici del settore dell'assistenza lavorano con e per altri esseri umani, per soddisfare i bisogni umani, affrontare le vulnerabilità e lenire il loro dolore. Quando i manager costringono a metodi tayloristici insegnanti, infermiere o lavoratrici del settore alberghiero, essi mettono in pericolo il benessere di entrambe le operatrici e dei viventi, e degli esseri umani in carne ed ossa che ricevono quell’assistenza.

Si consideri il caso della cartella clinica elettronica (electronic health record, EHR) - introdotta in diversi ospedali per quantificare "la durata e per standardizzare il contenuto delle interazioni paziente-medico". L'EHR impone che tutti gli incontri medico-paziente siano "razionalizzati" seguendo uno standard secondo il quale possono essere poste solo domande specifiche e spuntate specifiche caselle di risposta. Secondo due medici che hanno dovuto lavorare con l'EHR," ...interviste a domande aperte, vitali per ottenere precise informazioni cliniche e comprendere la mentalità dei pazienti, sono diventate quasi impossibili, dato il poco tempo concesso per le visite - spesso solo da 15 a 20 minuti. "(4)

Quando i lavoratori creano oggetti inanimati, il benessere di questi oggetti non modifica la loro etica del lavoro. Quando si tratta del lavoro di riproduzione sociale verso un altro essere umano, la cura di un altro umano non può essere limitata dal ticchettío del capitale, così che queste lavoratrici mettono in gioco il proprio tempo libero, o nel caso delle insegnanti, anche i propri soldi, per fornire la migliore cura che possono.

Data questa natura totalizzante della crisi, le "soluzioni" alla crisi nel settore della Riproduzione Sociale devono essere soluzioni che sono sensibili alla stessa categoria di spesa sociale, intesa nel modo più ampio e socializzato possibile. Tali soluzioni devono includere investimenti pubblici in assistenza all'infanzia e servizi di assistenza agli anziani per tutte e tutti, in modo che coloro che forniscono questo lavoro di assistenza a pagamento non manchino di questi supporti nelle proprie case. Quando incontrai per la prima volta Rebecca Garelli che sarebbe diventata una delle guide delle insegnanti dello sciopero delle insegnanti in Arizona, dovette fare uno sforzo per rispondere alle mie domande mentre si destreggiava con tre bambini piccoli! Negli Stati Uniti, così come in molte parti del Nord del mondo, perdere un lavoro non significa solo la perdita di un reddito, ma comporta anche la perdita all’accesso all'assistenza sanitaria, all'assicurazione di invalidità e molti altri servizi sociali che non dovrebbero mai essere forniti in maniera condizionale o legata all'occupazione. Pertanto, le soluzioni sociali devono includere trasferimenti sociali non contributivi, disponibili per chiunque ne abbia bisogno, oltre a un solido sistema di assicurazione sociale attraverso i luoghi di lavoro. Soprattutto, devono includere normative sul lavoro che garantiscano salari dignitosi e politiche di congedo a tutte le lavoratrici. Mentre è vitale che siano fatti investimenti nella sfera della riproduzione sociale - più scuole, più infermieri/e, più assistenti sociali, più bibliotecari/e - è cruciale che ulteriori investimenti siano fatti nel terreno più ampio della riproduzione sociale per consentire a insegnanti, infermiere e altre lavoratrici del settore di cura di effettuare il proprio lavoro in modo efficace e significativo.

Le implicazioni strategiche del lavoro di riproduzione sociale

In conclusione, vorrei offrire una provocazione sulla questione del potere strategico. Negli ultimi decenni gran parte della sociologia del lavoro si è concentrata sul settore della logistica come settore dotato di particolare potenziale strategico per distruggere il capitalismo. Anche se questo potrebbe essere vero, data l'importanza dell’organizzazione di società come Amazon, una evidente dipendenza analitica da considerazioni "strutturali" può oscurare la dimensione politica della coscienza ribelle. Il potere strutturale è sempre solo un potenziale. Affinché tale potere sia esercitato, e il suo potenziale realizzato, deve esistere tra i lavoratori del settore un processo politico attraverso il quale le opportunità vengono riconosciute e poi colte. Così, la questione del potere strategico non può essere né (a) sezionata in modo rigido a specifici segmenti della classe lavoratrice, né (b) compresa in modo volontaristico come se si portasse sempre e comunque una carica insurrezionale semplicemente in base alla posizione strutturale.

Inteso in questo modo, non vi è alcun motivo per escludere scuole o ospedali come settori strategici chiave con il potenziale di distruggere il capitalismo. In effetti, i recenti scioperi nel settore della riproduzione sociale dimostrano che le insegnanti e le operatrici sanitari hanno un potere significativo, data la cruciale importanza delle scuole e degli ospedali per la riproduzione complessiva del sistema. Un’insegnante di scuola pubblica, Jessie Muldoon, nella sua intervista con me, indicava significativamente le scuole come "strettoie" in cui svariati strati della classe operaia si incontrano ed eseguono diversi tipi di lavoro di cura, oltre alla didattica. In molti distretti scolastici degli Stati Uniti, un numero significativo di studenti riceve due dei tre pasti quotidiani principali a scuola. In uno scenario sociale spogliato dal neoliberismo, oltre a fornire cibo, le scuole sono sempre più una stanza di compensazione per i servizi sociali generali come l'assistenza sanitaria e i servizi di salute mentale. Nella scuola elementare di Muldoon nel Maine, c'è una assistente sociale che si dedica esclusivamente "al coordinamento dei servizi alle famiglie senza fissa dimora o in condizioni di precarietà abitativa (dai servizi di salute mentale diretti, ai tramiti ad altre agenzie, al sostegno nella ricerca di un alloggio, all'invio di generi alimentari casa nei fine settimana, alla distribuzione di vestiti pesanti, e – giorno dopo giorno- lei fa davvero tutto. "

Se guardiamo alle scuole come contenitori e luoghi di espressione di queste molteplici funzioni riproduttive sociali e come luoghi in cui diversi settori della classe operaia si combinano, allora possiamo apprezzare il motivo per cui così tanti diversi tipi di lavoratori che hanno collettivamente sperimentato gli attacchi del neoliberismo, sono usciti allo scoperto a sostegno delle insegnanti quando hanno deciso di scioperare. Personale delle pulizie e conducenti di autobus hanno scioperato con le insegnanti della West Virginia, mentre le insegnanti dell'Arizona chiedevano aumenti salariali anche per il personale di supporto, sorveglianti e conducenti di autobus.

Infine, dobbiamo sempre attribuire un significato politico speciale al fatto che la maggioranza dei lavoratori in questi settori sono donne e che il sessismo è uno strumento importante nella cassetta degli attrezzi neoliberista per supportare i tagli ai salari e ai diritti. Se da un lato denigrare questo lavoro in quanto "lavoro delle donne" è una delle strategie di lotta di classe della loro parte, le scuole sono, per tutte le ragioni citate sopra, sempre più luoghi dove la nostra parte condivide copioni di resistenza. Rebecca Garelli, una delle leader dello sciopero dell'Arizona, pensa che il movimento operaio possa operare una svolta esplicitamente femminista collegando le lotte delle insegnanti a quelle delle infermiere. Nella sua intervista con me ha parlato del motivo per cui pensa che lo stereotipo delle donne che hanno una "mentalità compassionevole e amorevole" sia in realtà un'identificazione sessista errata di un reale approccio politico. Le lavoratrici di questi settori, ha sottolineato Garelli, "mettono le persone davanti ai profitti" e sono quindi compassionevoli e protettrici in modo profondamente concreto, preparando e riparando vite contro le devastazioni del capitale. "È il fatto che ci preoccupiamo per i nostri studenti", ha detto Garelli, "e che le infermiere ci tengono ai propri pazienti, che dà energia e ci mobilita all'azione".

Le insegnanti e le scuole in cui insegnano dovrebbero essere prese sul serio dagli studenti con coscienza rivoluzionaria. Le insegnanti svolgono il pericoloso lavoro di riprodurre socialmente la forza lavoro di una futura generazione di lavoratori, indispensabile per il funzionamento del capitale. Formano studenti con le abilità, le abitudini e le competenze che un giorno gestiranno il processo di lavoro capitalista. O che forse invece lo distruggeranno.

  1. Vedi Natasha Ushomirsky e David Williams, Funding Gaps 2015: Too many states still spend less on educating students who need the most, Education Trust, 2015.
    2. Vedi Kim Moody, On New Terrain: How capital is reshaping the Battleground of Class War, 2017, p. 38-9.
    3. Vedi "Public School Teacher Spending on Classroom Supplies", Rapporto del National Center of Education Statistics Report, maggio 2018.
    4.Pamela Hartzband, Jerome Groopman, "Medical Taylorism ", The New England Journal of Medicine 2016; 374: 106-108

*Fonte: http://www.rebelnews.ie/2019/01/14/american-teachers-striking-back/?fbcl...

Traduzione di Marta Autore.

[Nota di redazione: si è scelto di utilizzare lungo l'articolo il plurale femminile nella narrazione del movimento delle insegnanti, per visibilizzare politicamente la dimensione di movimento di massa delle donne nell'ondata di scioperi analizzata, negli USA e a livello globale]

Foto: TMT-photos https://www.flickr.com/photos/50864803@N03/16503056070

Robot, macchine e crisi. Lavorare meno lavorare tu...
Il Pil cala ma Giggino sogna la crescita felice

Forse potrebbero interessarti anche questi articoli

 

Commenti

Nessun commento ancora fatto. Sii il primo a inserire un commento
Già registrato? Login qui
Ospite
Sabato, 20 Aprile 2019

Immagine Captcha

Notifiche nuovi articoli

Contatti

Per contatti, collaborazioni, diffusione, abbonamenti, sottoscrizioni e tutto quanto possa essere utile alla crescita di questo foglio di lotta, scrivete alla

Redazione

Copyright

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n.62 del 7-3-2001.

Lotta Continua

is licensed under a
Creative Commons Attribution - NonCommercial - NoDerivatives 4.0 International license.

Licenza Creative Commons

© 2018 Redazione di Lotta Continua. All Rights Reserved.
Joomla Extensions
Sghing - Messaggio di sistema