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Lettera di una insegnante sull'obbligo vaccinale

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera, pervenuta al blog in data odierna, assai critica non solo verso la sospensione dei lavoratori che non si vaccinano ma anche verso le logiche da orticello dei sindacati della scuola, quelli di base inclusi

Cari\e,

sono una insegnante vicino alla pensione, decisamente stanca e demoralizzata dopo anni vissuti in una scuola di periferia dimenticata da politici e Provveditorato.

Potrei dilungarmi sugli effetti disastrosi delle riforme succedutisi nel tempo, effetti negativi tanto sul corpo docente quanto sugli alunni e sulla qualità stessa della didattica, preferisco invece soffermarmi sull'obbligo vaccinale.

Personalmente mi sono vaccinata più per necessità di non contagiare gli altri o finire io stessa in ospedale che per reale convinzione, sono prevalse le ragioni sociali e il classico buon senso anche se la lista delle obiezioni potrebbe essere assai più lunga e convincente.

Detto ciò trovo scandaloso che i sindacati della scuola intervengano solo ora a decreto legislativo approvato avendo rinunciato per mesi ad intervenire quando l'obbligo vaccinale riguardava invece altre categorie che annoverano nelle loro fila tanti lavoratori.

È prevalsa la logica di coltivare il proprio orticello di cui sono maestri i sindacati della scuola, quelli di base forse per primi.

Leggo prese di posizioni tardive come quelle dei Cobas scuola che rivendicano, a ragione, il rispetto dei dettami costituzionali e fanno propria la posizione, espressa da Medicina Democratica, favorevole alla cancellazione dei brevetti sui vaccini ma contraria all'obbligo vaccinale e soprattutto alla scelta di sospendere senza retribuzione chi deciderà di non vaccinarsi.

Cosa hanno fatto i sindacati fino ad oggi per contrastare i tagli alla sanità? Ben poco, i confederali direi nulla anzi hanno favorito previdenza e sanità integrativa che sono in aperta antitesi con le istanze dei servizi pubblici da difendere e potenziare dopo anni di feroci tagli.

Mi chiedo perché un sindacato di base giudichi assolutamente inaccettabile l'obbligo vaccinale per il personale scolastico ma non per altre categorie, perché si continui a considerare la scuola un corpo separato dal restante mondo del lavoro, quello pubblico incluso.  Le mie colleghe senza green pass saranno considerate assenti ingiustificate e dopo 5 gg scatterà per loro la sospensione del rapporto di lavoro senza retribuzione quando invece sarebbe possibile utilizzare queste lavoratrici con altre mansioni nel potenziamento dell'offerta scolastica, nella formazione a distanza e on line.  

Non basta invocare la gratuità dei tamponi visto che ne viene richiesto uno ogni 48 ore per chi scelga di non vaccinarsi.

Quasi il 90 per cento del personale della scuola è vaccinato, non capisco la ragione di questa sorta di terrorismo di massa, posso capire che i non vaccinati siano dispensati dal rapporto frontale con gli alunni ma da qui a decretarne la sospensione senza stipendio corre grande differenza visto che per andare in Chiesa non viene inspiegabilmente chiesto il green pass.
Mi sembrano evidenti le innumerevoli contraddizioni e un atto impositivo non serve a potenziare la sanità pubblica né a favorire la tanto auspicata immunità di massa.

Ancora una volta si attaccano i lavoratori e le lavoratrici, molte delle quali sono state contagiate nei luoghi di lavoro non potendo neppure dimostrare dove il contagio sia avvenuto chiedendo il risarcimento del danno.

Se il Governo Draghi se la prende solo con la forza lavoro trovo alquanto disdicevole che i sindacati della scuola, anche quelli storicamente più combattivi, finiscano con il chiedere solo tamponi gratuiti e operino scientemente per salvaguardare il proprio orticello senza riportare la questione nel più variegato mondo del lavoro dove i diritti sono sempre più calpestati

A.M, insegnante in uno sperduto paese della provincia di Pisa

Redazione pisana di Lotta Continua Da: https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com

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