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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

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Sanità: come è possibile far crescere la spesa tagliando 45 mila posti letto?

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Gli interessi attorno alla sanità privata sono così grandi da condizionare l'elezione di Governatori, parlamentari e consiglieri. E quanto accade oggi in Lombardia è il risultato di decenni di privatizzazioni che hanno messo in ginocchio la sanità pubblica"  Lo scrivevamo poche settimane fa e oggi i fatti ci danno ragione.

I responsabili di questa situazione sono proprio quei federalismi alimentati per 30 anni da destra e sinistra in nome dell'autonomia delle Regioni.

Un caos creato ad arte perché il contagio si dovrebbe combattere con regole univoche e il controllo dello Stato che invece ha abdicato alle Regioni.

Per comprendere le difficoltà in cui si trova la sanità, basta leggere i dati relativi agli organici, con  45.093, tra medici e infermieri, in meno rispetto al 2009. Dagli anni ottanta ad oggi abbiamo perso oltre un terzo dei posti letto negli ospedali, i tagli più rilevanti sono avvenuti nelle Regioni del Sud Italia alle quali hanno imposto piani di rientro dal debito pressoché insostenibili se vogliamo mantenere il servizio socio sanitario ai minimi livelli di decenza.

Anni di blocco del turn over, poi la quota 100 e i concorsi arrivati con mesi di ritardo, la storia recente della sanità costretta a richiamare in servizio i medici fino a 70 anni di età o a ricorrere al personale sanitario militare e delle tanto bistrattate Onlus.

Nonostante la chiusura di tanti ospedali e presidi sanitari, la perdita di migliaia di posti di lavoro e posti letto, qualcuno dovrà spiegarci perché la spesa sanitaria sia in continuo aumento se pensiamo che molte famiglie sono state costrette, o indotte, a ricorrere alla sanità privata per avere una diagnosi, una visita, un controllo in tempi ragionevoli.

Dalla regionalizzazione della sanità dell'anno 2000 a oggi la spesa sanitaria è passata da 66 a 116,4 miliardi, allora chi vuole spiegare come sia possibile questo incremento se per 9 anni gli stipendi sono rimasti fermi e senza contratto, se si sono persi tanti posti di lavoro e tanti ospedali in nome della spending review?

Redazione pisana di Lotta Continua

 

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